«Tariffe dei rifiuti? Potrebbero calare»

PARONA. «Non vogliamo conquistare la Lomellina e nemmeno smaltire i nostri rifiuti nel termodistruttore di Parona, ma instaurare un rapporto di proficua collaborazione». Per la prima volta dopo l'acquisizione del pacchetto di maggioranza di Lomellina Energia, il presidente del gruppo Cogeme spa, Fabrizio Scuri, illustra strategie e finalità della società di Rovato, in provincia di Brescia.
Alla guida di Cogeme dal 2003, Scuri parla anche delle tariffe a carico dei Comuni e nega le voci che vorrebbero l'Aem di Milano futura socia di Lomellina Energia.
Presidente, quando la Cogeme spa ha iniziato a studiare un'espansione verso la Lomellina?
«In pratica, quando la Regione ha concesso l'autorizzazione per la costruzione della seconda linea di combustione. Nel nostro bacino di 64 Comuni tra Brescia e Bergamo non gestiamo un impianto di termovalorizzazione e quindi abbiamo puntato su Parona».
Perché proprio Parona?
«Abbiamo contattato la società Lomellina Energia e il Comune: tutti ci hanno confermato la validità dell'impianto, perfettamente funzionante e privo di problemi di carattere ambientale».
Come si è svolta l'operazione?
«E' stata contattata Fineldo, società del gruppo Merloni. Dopo le trattative, Cogeme ha acquistato il 51% dell'80% di Lomellina Energia».
In pratica, oggi controllate il 41% del forno paronese: qual è la differenza fra Merloni e Cogeme spa?
«Essenzialmente questa: Fineldo è una società privata, mentre Cogeme è nata nel 1970 come società dei Comuni e in seguito ha sviluppato il suo ruolo di strumento di gestione dei servizi. Oggi siamo la terza azienda multiservizi della Lombardia».
Può quantificare le voci relative al costo della seconda caldaia? Si parla di 150 milioni di euro.
«Molto meno. La cifra reale è di poco inferiore ai 100 milioni, ricavati grazie a un project financing, cosi come è stato per la prima caldaia».
Tariffe: molti Comuni pretendono che siano ridotte, specialmente dopo il via libera alla seconda caldaia. Cosa ne pensa?
«Credo che gli accordi finora sottoscritti vadano rispettati, soprattutto perché i contratti con le banche stanno in piedi proprio grazie agli introiti derivanti dalle convenzioni. Nulla vieta, però, che lo smaltimento nella seconda caldaia di rifiuti speciali non pericolosi, cioè gli industriali, possa portare a un abbassamento delle tariffe a carico dei Comuni. Se i conti torneranno, cioè se gli incassi di questo smaltimento saranno alti, potremo far scendere quelli relativi ai solidi urbani».
A Brescia gestite solamente discariche: porterete i vostri rifiuti nel termovalorizzatore di Parona?
«No, lo escludo».
Il piano industriale del vostro nuovo socio, Asm-Isa spa di Vigevano, prevede la realizzazione di discariche per le ceneri. Sarebbe favorevole?
«In teoria, sarebbe più logico che ogni termovalorizzatore avesse in loco la sua discarica. Comunque, ne discuterò nella riunione in programma a Vigevano il 20 maggio».
Si parla di Aem Milano come nuovo socio di Lomellina Energia. Le risulta?
«Non credo sia una voce fondata».
Umberto De Agostino