Pavia, i play off sono solo l'inizio
PAVIA. «Un risultato storico e adesso puntiamo alla serie B». Armando Calisti è entusiasta per i play off. Ringrazia la squadra e lo staff tecnico. Ma è deluso per il comportamento dei tifosi. Pesano gli appena 1.246 paganti nella «giornata azzurra» con la Sangiovannese, record negativo stagionale di presenze: «Il nostro entusiasmo è immutato, anzi meno gente viene allo stadio e più cresce».
Il pareggio del Como con la Pistoiese ha condannato i toscani e dato agli azzurri la certezza matematica dei play off. Il Pavia entra nella storia e non si accontenta. E' il massimo risultato, dopo l'esperienza in B all'inizio degli anni Cinquanta. Sarà almeno quinto: mai successo nelle sue esperienze in C1 (il top era il nono posto): «Ma c'è anche un altro aspetto. Se non andiamo in B, il Pavia farà per la terza volta consecutiva la C1, cosa mai accaduta - sottolinea Calisti - Se poi ci andiamo è ancora meglio... Siamo molto contenti, anche perché abbiamo centrato questo traguardo senza fare il passo più lungo della gamba, ma con la nostra politica oculata. Voglio ringraziare tutti i giocatori per questo straordinario risultato e tutto lo staff, in particolare il direttore sportivo Moreno Zocchi e l'allenatore Marco Torresani». Prive di fondamento le voci secondo le quali il Pavia non ha nessuna intenzione di andare in B: «Sono messe in giro dalle stesse persone che a inizio stagione dicevano che saremmo sicuramente retrocessi - replica Calisti - cercano di 'gufare". Proveremo ad andare in B davanti ai pochi intimi che continuano a sostenerci». Nelle parole del direttore generale una critica neanche tanto velata: «Il pubblico è spesso polemico, non cresce se saliamo di categoria e non sta vicino alla società. Siamo partiti dall'Eccellenza e in poche stagioni ci troviamo a lottare per la B, eppure le cose non sono cambiate. Sono trascorsi sette anni da quando abbiamo preso il Pavia. C'è sempre la speranza che le cose cambino, che arrivino segnali diversi dalla città. Ma non mi faccio alcuna illusione».
Per Armando Calisti l'avversario più temibile è il Mantova: «Ma un conto è essere favoriti e un conto vincere sul campo». Domenica prossima si chiude la stagione regolare proprio in casa dei virgiliani: «La posizione dei play off conta poco - sottolinea Calisti - anche perché non siamo una squadra in grado di gestire il risultato».
Dopo una stagione al vertice il traguardo dei play off è stato tagliato: «Diciamo che il pareggio del Como ci ha dato la possibilità di fare il pieno di benzina perché eravamo un po' in riserva - sottolinea Zocchi - Se riuscissimo a vincere a Mantova saremmo matematicamente terzi. La classifica conta, ma fino a un certo punto. E' più importante il modo in cui ci arrivi, la carica psicologica. E sono convinto che in queste settimane possa crescere in città l'entusiasmo, spingendoci verso il traguardo della B».
Per i giocatori è stata una domenica particolare. Tutti a soffrire davanti al televideo. L'ha fatto anche Paolo Sciaccaluga: «Guardavo Milan-Juve, ma poi mi collegavo spessissimo con la pagina che dava i risultati della C1», ammette il capitano. Il traguardo play off, che a inizio stagione sembrava un sogno, a metà campionato veniva dato per scontato. Poi la grande paura di non farcela: «E' successo dopo la partita con la Pistoiese - ricostruisce Sciaccaluga - abbiamo perso la possibilità di arrivare primi ed è subentrato il timore di non raggiungere i play off. Ma è stato un appannamento mentale, non fisico». E ora? «Sono convinto che ce li giocheremo alla grande e arriveremo fino in fondo. - assicura il capitano - Siamo nella condizione psicologica ideale, sarebbe stato peggio se fossimo stati in ballo per il primo posto fino all'ultima giornata, cedendo proprio sul traguardo. Saremo la mina vagante dei play off».