TENDENZA CONSOLIDATA
Irisultati della nuova tornata di elezioni amministrative, in Valle d'Aosta, in Sardegna e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, non fanno che confermare il fenomeno di fondo delineatosi nelle elezioni regionali di aprile. Un po' dappertutto il centro-sinistra conferma di essere in avanzata. Rivince dove già controllava alcune amministrazioni, ma avanza nelle non molte realtà dove la Cdl era al governo locale.
Se le vittorie di aprile avevano anche apportato qualche elemento di sorpresa, non soltanto per la loro entità, ma per la loro diffusione quasi capillare, le ultime vittorie sembrano un po' scontate e, in parte, lo sono. Tuttavia, meritano di essere sottolineate per due motivi significativi e degni di attenzione.
Il primo motivo è che continua senza battute d'arresto una tendenza. A partire dalle elezioni europee del giugno 2004, il consenso elettorale per i partiti del centro-sinistra non ha fatto che aumentare e diffondersi. Molti anni fa in presenza di un fenomeno simile nei loro Laender, i socialdemocratici tedeschi parlarono, con riferimento scherzoso al lessico di sinistra, dell'effetto del 'compagno trend" (spero che la Margherita non se l'abbia a male).
Ecco, la crescita del voto al centro-sinistra sembra una tendenza di fondo positiva e duratura. Dovrà essere accompagnata e rafforzata nell'anno che ci separa dalle elezioni nazionali, ma rimane molto promettente.
Il secondo motivo significativo di queste elezioni è che l'elettorato non pare avere accolto con interesse e favore la nascita del governo Berlusconi bis. Se doveva conseguirne un effetto positivo per un'alleanza che si dà nuove ragioni per stare insieme e fa leva su una nuova squadra ministeriale per conseguire gli obiettivi, l'elettorato, da un lato, non se ne è accorto (in effetti i cambiamenti sono stati pochi e insignificanti), dall'altro, non ha comunque pensato che quei cambiamenti fossero tali da meritare uno spostamento di voto. Sarebbe, d'altronde, assurdo credere che l'elettorato di centro-destra abbia deciso di appassionarsi al dibattito aperto dalla Casa delle Libertà sull'eventuale creazione di un partito unico.
Qui, però, si trova anche un elemento di riflessione per i dirigenti del centro-sinistra e per i responsabili della loro comunicazione politica. Le modalità organizzative del centro-sinistra possono, al massimo, appassionare chi vi viene coinvolto e vi sovrintende. Quello che conta per l'elettorato sono le proposte programmatiche. Parecchi elettori italiani hanno, nelle elezioni amministrative, votato contro Berlusconi come governante e contro le sue promesse non mantenute. Sarebbe il caso che, confortati dai risultati elettorali, i dirigenti del centro-sinistra pensassero a formulare promesse sicuramente attraenti, ma che potranno (e dovranno) essere mantenute. Va bene dichiararsi contro il governo Berlusconi, ma è ancora meglio riuscire ad indicare con precisione e sobrietà cambiamenti positivi nella economia del paese e nella vita dei cittadini.