«Il vero problema è rimuovere la spessa cappa di silenzio»

ROMA.«Qualcosa ci inventeremo ma certo il tempo stringe e di fatto abbiamo già perso venti giorni di informazione televisiva, fondamentale per arrivare a tutti».
Rita Bernardini, radicale storica e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, la prima associazione a lanciare la campagna per abrogare la legge 40 sulla fecondazione assistita, ha da poco denunciato le reti Mediaset. «Piero Vigorelli aveva invitato Daniele Capezzone per un dibattito sui referendum, Daniele aveva chiesto di conoscere orario, rete e tipo di programma al quale doveva partecipare. Ci hanno risposto - precisa Rita Berdnardini - con un fax grazie al quale abbiamo scoperto che le tre reti Mediaset avevano intenzione di dedicare alla campagna referendaria sette ore di programmi per le tre reti, con collocazioni orarie tipo le 7 del mattino e le 23,45 della sera....In queste condizioni sarà dura arrivare al quorum, portando 25 milioni di italiani alle urne».
E' pessimista sul quorum?
«Non ancora. Da parte nostra faremo di tutto e di più per raggiungere gli elettori. Stiamo pensando di coinvolgere oltre che la procura della repubblica anche l'Unione europea in difesa della legalità della consultazione. Ma certo abbiamo poco tempo, soprattutto per raggiungere le ‘persone normali'».
In che senso?
«Della legge sulla fecondazione sanno tutto le persone coinvolte. Coppie che sono ricorse alla procreazione, parenti, amici. Riceviamo moltissime email commoventi da persone che ci raccontano il loro calvario, promettendoci di impegnarsi a convincere conoscenti e amici a votare. Tuttavia la stragrande maggioranza degli italiani sa poco o nulla sull'argomento. E certo noi non abbiamo i mezzi finanziari di Scienza e vita nè il sostegno delle parrocchie. Persino le associazioni dei malati sono state assenti dalla battaglia. Tutto il contrario di quanto è accaduto in Spagna».
Ovvero?
«In Spagna fu l'associazione dei diabetici ad imporre al governo Aznar la legge sulla fecondazione assistita e la ricerca sulle cellule staminali. Raccolsero due milioni di firme e convinsero il governo conservatore. In Italia le associazioni di diabetici sono 250 ma nessuna si è mobilitata. Chissà forse temono di perdere dei finanziamenti».
Mediaset è assente, e la Rai?
«Finora solo il Tg3 ha seguito la campagna. La commissione di Vigilanza ha approvato un buon regolamento sulle tribune, un regolamento che prevede anche dei faccia a faccia. L'informazione avrebbe dovuto partire una ventina di giorni fa, siamo in grave ritardo. Anche i partiti sono mobilitati a metà. Vedo dei manifesti dei Ds, poca roba. Mai come questa volta il problema è rimuovere il silenzio che vogliono far calare su una legge che oltre ad offendere la dignità delle donne riguarda tutti, a cominciare dai milioni di malati».(m.b.)