Zonin, non solo grandi vini

ZENEVREDO. Gianni Zonin dai trionfi tra le vigne (al suo gruppo appartiene anche la nota tenuta oltrepadana «il Bosco» di Zenevredo) a quelli bancari. Zonin, infatti, come presidente della Banca Popolare di Vicenza ha ricevuto ieri ad Altavilla Vicentina il Master Honoris Causa in «Banca e finanza» conferitogli dal Consorzio universitario di organizzazione aziendale (Cuoa). Tra le motivazioni del riconoscimento a Zonin (presidente dal 1996) l'indicazione di aver condotto la Popolare di Vicenza «ad affrontare le nuove sfide aperte dall'accelerazione del processo di ristrutturazione che ha investito il sistema bancario italiano». Zonin si è detto soddisfatto «per l'attenzione riservata alla Banca Popolare». Ma all'orizzonte si profilano i grandi gruppi esteri che tentano di scalare gli istituti di credito italiani.
«Il nostro percorso è quello - ha rilevato ancora Zonin - di una piccola banca popolare che operava in ambito provinciale e che in meno di 10 anni è diventata una banca a respiro nazionale con oltre 530 sportelli, la più grande banca popolare non quotata d'Italia». Dall'Italia alle sfide estere. «Nonostante la mia stima per le grandi banche spagnole e olandesi difenderò sempre l'italianità dei nostri Istituti». Lo ha ribadito Zonin. «Lo faccio - ha spiegato Zonin - sia come rappresentate di una Banca Popolare che come imprenditore». Zonin parlando sull'Opa relativa ad Antonveneta ha detto di ritenere necessario «difendere la miriade di piccole e medie aziende. E' il ruolo delle Popolari». Sull'ipotesi rimbalzata qualche giorno fa di un possibile progetto di fusione tra le Popolari italiane già definito dal presidente di Popolare Verona e Novara Carlo Fratta Pasini «una proposta per un'ammucchiata» anche Zonin è stato esplicito. «Credo che qualcuno di notte sogni troppo» ha osservato il presidente-imprenditore.