«Che fesseria iscriverlo»

MODENA.Poche parole per chiudere la porta in faccia all'ex compagno Bottazzi e alla storia che vide schegge impazzite dei partigiani macchiarsi «di crimini ingiustificabili». «Nè reticenze, nè incertezze, il nostro giudizio politico nei confronti dei fatti storici che vedono coinvolto Dante Bottazzi è netto, chiaro ed espresso in tempi non sospetti - sottolinea Ivano Miglioli, segretario provinciale Ds -. Si, Bottazzi risulta iscritto al partito dal 2004, anche se tuttora vive all'estero. Sorprende che a fianco delle dichiarazioni di adesione ai Ds e all'Anpi, egli non abbia colto l'occasione per esprimere un giudizio di condanna dei fatti criminosi... Il motivo per cui nei suoi confronti non è stata ancora intrapresa un'azione definitiva deriva solo dalla necessità di rispettare le regole statutarie che impongono, appunto l'istruzione di uno specificio e determinato percorso che, nei prossimi giorni, coinvolgerà in primo luogo la commissione di garanzia competente, ovvero quella dell'unità di base di Castelfranco dove Dante Bottazzi ha richiesto l'adesione al partito. Politicamente il mio e il nostro giudizio nei suoi confronti è già definitivo - prosegue Miglioli - Come infatti in diverse occasioni ho avuto modo di affermare per le violenze e gli eccessi del dopoguerra non ci sono giustificazioni. Chi si sia macchiato di crimini e sia stato per questi giudicato non può trovare nei Ds alcuna ospitalità...».
Dunque, espulsione dai Ds e pollice verso per uno dei protagonisti del «triangolo della morte» anche dall'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani. «L'iscrizione di Bottazzi? In tutta franchezza è stata una fesseria», è il giudizio secco che ha dato il cavalier Gildo Guerzoni, 79 anni, da tempo segretario della sezione Anpi di Castelfranco Emilia. La sua disamina di quel che avvenne in zona nell'immediato dopoguerra è lucidissima e al di sopra delle parti: «La Resistenza ha avuto una importanza enorme dopo vent'anni di fascismo e la guerra. Testimoniò che l'Italia voleva diventare democratica, ma quanto avvenne nei primi anni del dopoguerra in svariati casi non può essere giustificato. Dopo la Liberazione, vi furono episodi crudeli che nulla avevano a che fare con gli ideali della lotta partigiana. L'iscrizione? Non presuppone una indagine preliminare. Del resto parliamo di una persona residente ancora a Castelfranco, anche se domiciliata in Croazia, che gode di tutti i diritti civili, compresi quelli di voto e che non ha precedenti penali, visto che è stato amnistiato.»
Ma anche per Guerzoni e l'Anpi di Castelfranco, a Bottazzi va tolta la tessera: «Non mi risulta abbia inteso affrontare il problema nonostante sentenze e testimonianze....».
Una decisione finale che però spetterà all'Anpi provinciale. (g.p.)