Minacciò un carabiniere e gli mostrò le natiche Condannato a quattro mesi
PAVIA. Scelse di dimostrare il proprio dissenso alle decisioni dell'autorità costituita in maniera 'viscerale": si calò i calzoni e mostrò le natiche a un carabiniere. Per questo, ma soprattutto per il fatto di avergli rivolto una frase dal contenuto minaccioso, un venticinquenne originario di Napoli è stato condannato a 4 mesi e 15 giorni, peraltro con la sospensione condizionale della pena. Il difensore del giovane ha preannunciato ricorso in appello contro la sentenza pronunciata dal giudice Fenucci.
L'episodio si verificò il 24 novembre del 2001. I carabinieri avevano fermato un'auto, con a bordo alcuni giovani, per un normale controllo. Uno dei ragazzi era stato portato nella caserma di Basiglio (in provincia di Milano, ma sotto la competenza del Tribunale di Pavia) per l'identificazione. Fuori dalla stazione si era ben presto riunito un gruppo di amici del fermato. Uno di loro era, appunto, l'imputato, nato a Napoli nel 1980 ma residente a Pieve Emanuele. Era nata una discussione con uno dei militari, uscito dalla caserma per placare gli animi. Secondo l'accusa, durante questo scambio di opinioni, il venticinquenne aveva compiuto almeno due azioni censurabili dal punto di vista penale. In primo luogo si era rivolto al militare dicendogli, più o meno, «quando ti togli la divisa, passa da Pieve Emanuele». Frase che, sempre stando all'accusa, sarebbe stata pronunciata in tono minaccioso. Poi aveva voluto sottolineare il senso delle sue parole calandosi i pantaloni e mostrando il deretano al carabiniere. Comportamento che gli era valso una duplice denuncia: resistenza a pubblico ufficiale e atti contrari alla pubblica decenza. L'oltraggio a pubblico ufficiale, infatti, non è più un reato di natura penale. Il difensore, Giorgio Rusconi, ha tentato di dimostrare che il male prospettato non sarebbe stato immediato. Ma il giudice ha condannato il giovane.