Deficit, è allarme rosso
ROMA.I conti dell'Italia vanno male e stavolta, a sottolinearlo, è il presidente della Corte dei Conti, Francesco Staderini, ascoltato dalla Commissione bilancio della Camera. Il governo, ormai, non si nasconde più davanti all'evidenza dei numeri e il premier Berlusconi dice: «Stiamo lavorando per anticipare il varo della Finanziaria e del Dpef», cioè il documento di programmazione economica e finanziaria, tradizionalmente presentato in settembre. Difficile pensare, al momento, quali strategie abbia in mente il capo dell'esecutivo per far fronte a una situazione che sembre peggiorare.
La Corte dei Conti parla di prospettive 'indubbiamente preoccupanti". «E non può essere considerata un ombrello protettivo - aggiunge il presidente - la modifica del Patto di Stabilità». Insomma, se l'Unione Europea allarga le maglie del Patto, consentendo qualche sforamento all'obbligo di contenere il deficit entro il 3% del Pil, non per questo possiamo dire di avere i conti in ordine.
In effetti, sempre per Staderini «i conti pubblici italiani mostrano, non da oggi, un peggioramento che deve preoccupare». E perchè? Ecco la risposta: stiamo oltrepassando la soglia che sarebbe giustificata dallo sfavorevole andamento del ciclo.
Dal 2001 al 2004, spiegano alla Corte dei Conti, il 'deficit di fondo" è risultato pari al 4,3% e soltanto le misure straordinarie, cioè le 'una tantum", hanno consentito di rientrare nella soglia stabilita dal patto di stabilità. E che cosa è previsto per il 2005? «Appare difficile chiudere con un livello molto inferiore al 3,5%», dicono alla magistratura contabile.
Una domanda è d'obbligo: davanti a queste prospettive è ancora possibile parlare di un taglio delle tasse? «Il governo - risponde Staderini - deve considerare con molta cautela l'ipotesi di procedere lungo il sentiero della riduzione delle imposte, laddove questa non potesse essere sorretta da una specifica, e certamente non facile, copertura». Come dire che si può fare, ma bisogna trovare i soldi da un'altra parte. A preoccupare la Corte dei Conti sono anche le recenti proposte di revisione dell'Irap. «Proposte - spiega Staderini - che vanno considerate con attenzione, tenuto conto dell'entità del gettito da sostituire (nel 2004 ben 23,8 miliardi di euro, pari a oltre il 70% del gettito totale) e del rischio di influire negativamente sull'autotassazione in corso».
Berlusconi risponde indirettamente a questa relazione, dicendo che «sarebbe utile anticipare il varo della Finanziaria. Abbiamo avviato la discussione nel governo e con il ministro Siniscalco». Immediate le reazioni dell'opposizione. «I conti sono fuori linea - dice Villetti (Sdi) - e le politiche finora adottate sono arrivate al capolinea con risultati che hanno tutti il segno meno. Continuare a proporre sgravi fiscali significa solo parlare a vanvera».
«Il governo - spiega Enrico Letta (Margherita) - faccia una manovra correttiva nei tempi più rapidi possibili. Ci aspettiamo un Dpef che tranquillizzi i mercati; abbiamo il fortissimo timore che tutto questo abbia effetti devastanti sui tassi di interesse».