Il made in Italy "re" in Cina
SHANGHAI.Una nuova ventata d'ottimismo e la certezza di un mare di vetture da immatricolare e costruire nel Paese della Grande Muraglia già a partire da quest'anno. Questo il messaggio lanciato dal mondo dei motori riunito il mese scorso al Salone dell'Auto di Shanghai dove, tra il lancio di inediti modelli e la nascita di alleanze, sono 'fiorite" stime e previsioni da far impallidire i 'vecchi" mercati europei e americani. Folta la rappresentanza del made in Italy a quattro ruote con le fuoriserie targate Ferrari, Maserati e Lamborghini e le ultime novità disegnate da Pininfarina. Per la casa di Maranello la stella al Salone di Shanghai è stata la F430 che per il 2005 potrà essere guidata solo da 50 fortunati cinesi, mentre il marchio del Tridente ha sfilato con la Quattroporte. Tra le super-car italiane riflettori accesi per la Lamborghini con la Gallardo e la Murcielago, quest'ultima nella versione Roadster. Pininfarina ha griffato due anteprime mondiali: la Chery Rht Concept, prima automobile cinese con tetto rigido retraibile e primo esempio di una più ampia collaborazione con Chery Automobile, e Briallance Zun Chi, berlina tre volumi.
Tra i maggiori costruttori, la Toyota ha presentato il modello di lusso 'Crown" e la berlina 'Reiz". L'incremento dovrebbe aggirarsi intorno al 43%, ma il vero obiettivo del più grande costruttore giapponese e secondo mondiale è di ridurre il gap con l'altra nipponica Honda. Tra le altre case del Paese del Sol Levante, la Nissan progetta di realizzare in territorio cinese nove modelli, tra nuovi e ridisegnati, entro il 2007, mentre la Honda ne produce attualmente cinque ed importa il mini-van Stream e la berlina di lusso Legend. La Civic, in arrivo il prossimo anno, sarà il sesto modello ad essere costruito in Cina dalla Honda che per il 2005 stima una crescita delle vendite pari al 23% con 261.000 unità.
La quota vendite prevista dalla Nissan per quest'anno è invece pari a 140.000 unità, più del doppio rispetto al 2004. Tra le case europee, la Bmw è stata tra le più attive nel mercato cinese dove ha da poco deciso di tagliare i prezzi di listino a causa dell'arrivo di nuove case rivali e del conseguente aumento della competizione. La decisione di ritoccare al ribasso i listini della casa di Monaco è stata poi seguita dal gruppo Volkswagen, attualmente il maggior costruttore estero in Cina, con il taglio dei prezzi per le Audi A4 e A6. A puntare sulla Cina è anche il colosso tedesco-americano DaimlerChrysler che tra un mese riceverà il via libera del governo di Pechino per costruire un nuovo stabilimento per il suo marchio di lusso Mercedes.
La casa di Stoccarda ha annunciato l'intenzione di costruire in Cina vetture del marchio a stelle e strisce Chrysler per poi rivenderle sul mercato degli Stati Uniti: sono già state avviate le trattative con la cinese Fujian Motor Industry per costituire una apposita joint-venture. Il progetto di esportare sui mercati occidentali le vetture costruite in Cina e non puntare solo sul mercato interno, è già stato messo in atto anche da altre case, come la Honda e l'altra americana General Motors, visto che la crescita del mercato cinese ha subito, comunque, una battuta d'arresto negli ultimi tempi.
Secondo gli analisti, quest'anno il mercato auto in Cina dovrebbe registrare una crescita di solo il 10%, dopo il +15% del 2004 e il +76% del 2003.