Medici specializzandi in lotta contro il caro-tasse

PAVIA.«Cornuti e mazziati?». E' il corrosivo commento di 'Inchiostro", il giornale degli studenti universitari di Pavia, sul caso degli aumenti delle tasse per i medici specializzandi. «Un aumento delle tasse del 50 per cento - scrive 'Inchiostro" - porta l'importo annuale da 1.160 a 1.750 euro nei prossimi quattro anni. L'aumento appare ingiustificato e non controbilanciato da un miglioramento del livello formativo delle scuole di specializzazione. Ma chi è il medico specializzando? E' uno studente che in realtà opera nei policlinici universitari come un medico professionista (cioè iscritto all'ordine), impegnato nell'assistenza come gli altri medici 'strutturati" anche per dieci-dodici ore al giorno».
A differenza degli altri studenti universitari, però, egli non gode dei benefici rientranti nel Diritto allo studio (riduzione delle tases in base al reddito, definizione di parametri massimi di incremento) e dei servizi essenziali quali l'accesso alla mensa ospedaliera e ai mezzi pubblici a tariffe agevolate. Per il suo sostentamento percepisce una borsa di studio di 960 euro mensili (importo immutato da ben undici anni) e da questi deve detrarre i contributi Enpam, l'ente previdenziale medico obbligatorio), le tasse universitarie, l'assicurazione obbligatoria e la quota per l'ordine professionale. L'assenza per malattia, gravidanza e servizio di leva non è prevista e pertanto non retribuita e deve essere recuperata.
«Più volte - continua 'Inchiostro" - questa situazione è stata fatta presente all'amministrazione dell'Università, e più volte la si è sollecitata, non ascoltati, a rivedere il provvedimento andando ad indicare alcune proposte alternative che mettessero l'accento sul miglioramento formativo piuttosto che sul finanziamento delle scuole 'fine a se stesso"».
«Esasperati dall'assoluta indifferenza delle istituzioni, sia universitarie dalle quali non è nemmeno pervenuta spiegazione dell'aumento delle tasse, nè quelle ospedaliere, che peraltro non perdono occasione di sostenere che per il policlinico 'non esistiamo", abbiamo deciso di manifestare il nostro disappunto organizzando le giornate di astensione per protesta dall'attività assistenziale il 21 e 22 marzo. La situazione tuttavia non è migliorata e gli specializzando il 31 marzo hanno dovuto pagare la seconda rata delle tasse. Ma siamo in tanti e determinati nel cercare soluzioni».