Oggi lo sfratto dalla casa occupata

VIGEVANO.Hanno occupato abusivamente una casa del Comune, in via Vecchia per Gambolò 11/15, e questa mattina vedranno arrivare l'ufficiale giudiziario che li sfratterà. Massimiliano Cerrito con la moglie Giuseppina Cascio e i tre figli minori si troveranno oggi in questa situazione. Un provvedimento che, da un momento all'altro, si aspettano di vedere applicato anche Roberto Cerrito e Consolata Cascio, marito e moglie (rispettivamente fratello e sorella delle due persone che oggi verranno sfrattate dal Comune) e i loro due figli minori, dal momento che a loro volta hanno occupato, sempre nella stessa via, una casa del Comune.
Ma perché queste famiglie hanno deciso di entrare in due abitazioni occupandole? «Abbiamo cercato una casa in affitto - spiega Giuseppina Cascio - ma quando sapevano che avevamo tre bambini piccoli non ci affittavano niente. E poi chiedevano cauzioni altissime, che non potevamo pagare». Ma un affitto in una casa comunale, spiegano, lo possono pagare. Le due donne sono casalinghe, i mariti spiegano di lavorare come imbianchini e muratori, saltuariamente.
«Noi non avevamo una casa - spiegano - e queste abitazioni erano vuote, per cui le abbiamo abitate noi. Quando siamo arrivati erano piene di siringhe, le abbiamo ripulite e risistemate, le abbiamo rese abitabili noi, a nostre spese, e le abbiamo ammobiliate. Adesso dicono che vogliono murarle». Le coperture delle abitazioni sono in cemento-amianto, l'area nelle vicinanze delle case, dove c'è un'abitazione murata, è sporca. «Io chiedo solo di essere regolarizzato - spiega Roberto Cerrito - possiamo pagare l'affitto di una casa comunale, ma non affitti da 800 euro al mese. Chiediamo che ci venga data un'opportunità, non lo sfratto. Hanno detto che queste case non le danno a nessuno, perché allora non le lasciano a noi? Aiutano gli extracomunitari e non noi che siamo italiani».
«Domani mattina (oggi per chi legge, ndr - spiega Giuseppina Cascio - hanno detto che porteranno me e i nostri tre figli in una comunità, mentre mio marito non si sa dove potrà andare. Ma io non accetto questa proposta, non voglio che la mia famiglia sia divisa, non voglio condividere un appartamento con altre persone e bambini». «I bambini affermano Roberto e Massimiliano Cerrito - subiranno di sicuro un trauma». (d.a.)