Si eleggono i presidenti
PAVIA. E' una carrellata di riunioni, tutte finalizzate all'elezione dei nuovi presidenti di quartiere. Riunioni dei consigli di circoscrizione che sono iniziate ieri sera a Pavia Storica, e che per ora vedono solo Pavia Est in ritardo per non aver ancora deciso una data. Il primo presidente eletto, a Pavia Storica appunto, è Giovanni Guizzetti, Forza Italia. E' lui il successore di Massimo Rossella. Potrebbe essere l'unico presidente per il centrodestra, che nelle previsioni sembra poter puntare al massimo su un altro quartiere (Pavia Nord), mentre negli altri sarebbe fuori gioco. Nulla impedisce risultati inattesi, anche se ormai dovrebbe essere certo l'orientamento di Francesco Adenti: un voto spostato verso il centrosinistra.
Domani toccherà a Pavia Nord e Pavia Nord Est, giovedi a Pavia Ovest. Nel primo caso il presidente uscente Gabriele Roveda se la dovrà vedere con un centrosinistra favorito sulla carta grazie ad otto consiglieri contro sette per cui è determinante il voto delle compagini di Adenti ed Elio Veltri. A dire il vero, parlando di quartieri l'Unione si mostra meno decisa della Casa delle Libertà: sulla scelta dei candidati mantiene il riserbo. Non è cosi per gli avversari, che quanto a candidature non sembrano avere particolari problemi. Anche Pavia Nord Est deciderà domani su un equilibrio di 8 a 7 consiglieri per il centrosinistra (pure in questo caso Adenti e Veltri sono determinanti). Restano Pavia Ovest e Pavia Est. Nel primo caso il consiglio per l'elezione del presidente è convocato per giovedi prossimo: il centrodestra, in difetto di voti rispetto agli antagonisti, candida Faustino Spalla (Forza Italia); per Pavia Est è l'Unione a trionfare con 9 a 6 consiglieri, ma non ha deciso sulla data del consiglio e su chi dovrà candidarsi a succedere all'ex presidente Fabio Castagna.
Intanto c'è chi sui quartieri fa sentire la propria voce. Sono Walter Veltri, consigliere comunale, e Martina Sollazzi, consigliere di Pavia Storica, entrambi del 'Cantiere per Pavia". «I comitati di quartiere erano stati istituiti non solo come momento di decentramento amministrativo, del tutto inutile per una città piccola come Pavia, ma soprattutto come luogo di partecipazione e di decisione, sia sulle problematiche dei rispettivi quartieri, sia sulle materie di interesse dell'intera città - sottolineano - Invece si sono progressivamente burocratizzati, limitandosi a trattare le materie ad essi assegnate dallo statuto o di propria competenza, senza minimamente coinvolgere i cittadini».
«Gli abitanti non vivendo il quartiere come luogo dove confrontare le proprie idee e come luogo di decisione, si sono progressivamente allontanati - proseguono Veltri e Sollazzi - Per favorire la partecipazione ci vuole innanzitutto volontà politica, ma occorrono anche alcune modifiche statutarie: estendere il voto ai sedicenni, consentire il voto agli studenti residenti che contribuiscono a sostenere l'economia pavese e che talvolta dopo gli studi scelgono di rimanere a Pavia; concedere il voto agli extracomunitari residenti». E concludono: «Tace, per interesse o per apatia, l'intellighenzia pavese anche su argomenti decisivi per la città come la prevista edificabilità del Parco della Vernavola. Daremo il nostro contributo perchè, con il pieno coinvolgimento dei cittadini, la città possa rivivere». (d. z.)