Va a Bipielle il primo round per Antonveneta


MILANO. Il primo round l'ha vinto Gianpiero Fiorani. All'assemblea degli azionisti di Antonveneta è riuscito a far eleggere tutti i 15 consiglieri (su 15) indicati dalla sua Popolare di Lodi. Insomma, da oggi il Consiglio di amministrazione di Antonveneta è espressione di Bipielle. Tommaso Cartone è stato comunque confermato presidente, mentre lo stesso Fiorani sarà consigliere delegato.
Il nuovo Cda dovrà prendere visione dell'Ops (offerta pubblica di scambio) che soltanto venerdi Lodi aveva lanciato su Antonveneta. E' certo che il Consiglio di Antonveneta darà il suo parere favorevole, ma non è certo che la battaglia sia già finita. Infatti gli olandesi di Abn Amro, da anni e fino ai mesi scorsi maggiori azionisti della banca padovana, non si danno per vinti e annunciano azioni legali in ogni sede.
All'assemblea di ieri mattina era presente l'83% del capitale sociale. I consiglieri da eleggere erano 15, i candidati 41 divisi in tre liste: quella della Popolare di Lodi, quella dell'immobiliarista Ricucci e quella dell'Abn.
Gli olandesi partono all'attacco sostenendoo che i voti della Lodi (29,1%), della Magiste di Stefano Ricucci (4,9%), della Fingruppo di Emilio Gnutti (4,9%) e di Unipol (3,7%) sono legati da un patto parasociale occulto. Pertanto chiedono che siano esclusi. Il presidente respinge la richiesta perché «non suffragata da prove oggettive». A questo punto la strada per Fiorani è tutta in discesa. Si vota su un'unica lista (con tutti i 41 nomi) e i fidati uomini di Fiorani non sbagliano un colpo.
«Ci riserviamo di impugnare le decisioni dell'assemblea», dicono quelli di Abn. Non solo, ma si annunciano altre iniziative: ricorso al Consiglio di Stato e alla magistratura. Un ricorso alla Consob è già stato presentato. «La Banca d'Italia - dicono ad Abn - ha permesso alla Popolare di Lodi di avvantaggiarsi, conquistando una quota che sfiora il 30%, mentre noi siamo stati bloccati. Quindi l'esito di questa assemblea era scontato, però la battaglia è tutta da farsi sull'Opa. Speriamo che ci autorizzino l'offerta pubblica di acquisto e poi vedremo chi ci porta le azioni e chi no. Vedremo chi ha l'offerta migliore».
Va ricordato, a questo proposito, che Abn offre 25 euro (in contanti) per ogni azione Antonveneta, mentre l'offerta di Lodi è di 26 euro, ma in azioni e obbligazioni della stessa Lodi e della controllata Reti Bancarie. E, va aggiunto, il prezzo di 26 euro offerto da Fiorani è solo teorico perché alle azioni oggetto dello scambio viene assegnato un valore superiore a quello espresso dalla Borsa.
Inoltre va detto che la fusione di Antonveneta con Reti Bancarie dovrà essere approvata da un'assemblea straordinaria con la maggioranza dei due terzi. A questo punto, al di là delle questioni legali, Abn e i suoi alleati (la Lloyd con il 2,7% e fondi e investitori con il 6%) potranno far valere il loro peso. Se riusciranno a 'mettersi di traverso" potranno impedire a Fiorani di realizzare il suo sogno. A meno, naturalmente, di accordi fra le parti che potranno intervenire in queste settimane. Intanto, da Lodi, dove si è tenuta anche l'assemblea di Bipielle, Fiorani canta già vittoria: «Faremo la Banca Popolare Italiana, il quinto polo bancario con quasi duemila sportelli».

Gigi Furini