Ancora attacchi ai turisti, panico al Cairo
IL CAIRO. Due attentati contro i turisti a pochissime ore di distanza l'uno dall'altra, compiuti da tre kamikaze di una stessa famiglia. E al Cairo i fantasmi del terrorismo ritornano da un passato che si credeva ormai archiviato. Sono appena passate le tre del pomeriggio (le due in Italia) quando il rumore di una esplosione rompe il normale vociare del centro del Cairo. Il corpo di un uomo giace a piazza Abdel Moneim Riad, a cento metri dal museo Egizio, ad altrettati dai due grandi Hilton che si trovano lungo la corniche, il Nile e il Ramses.
Si è gettato dal ponte che sovrasta la piazza con una bomba rudimentale e si è fatto esplodere tra i gruppetti isolati di turisti che stavano attraversando la grande stazione degli autobus, luogo di transito per i vacanzieri che vanno in giro nella downtown del Cairo.
Sette i feriti. Assieme a tre egiziani, quattro turisti. Tra loro, una ragazza italiana di 26 anni, Francesca Catellani, emiliana, arrivata al Cairo la sera prima per incontrare il suo fidanzato, Tobias, svedese di 28 anni, da tre mesi in Darfur con Medici senza Frontiere. Lui ha riportato ferite più serie, al volto e alle mani, mentre per Francesca Catellani vi sarebbero solo ferite da schegge al braccio sinistro. Gli altri due feriti sono una coppia israeliana, in Egitto per rivedere i posti dove la moglie era nata.
Il bilancio sarebbe potuto essere più grave se si fosse trattato di un giorno normale, in una piazza di solito gremita di persone che frequentano un punto di snodo essenziale per la vita del Cairo. Ieri, però, era la pasqua copta, divenuta da due anni festività nazionale. La polizia ha quindi potuto sigillare con minore fatica la piazza, e verificare che l'attentatore era l'uomo a cui da giorni la polizia stava dando la caccia. Ihab Yusri Yassin, 47 anni, era ricercato perché sospettato di essere legato all'esplosione che venti giorni fa aveva colpito uno dei luoghi più conosciuti del turismo al Cairo, il suq di Khan el Khalili, e che aveva provocato quattro morti, compreso il giovanissimo attentatore suicida.
A due ore dall'attentato di piazza Abdel Moneim Riad, e nella vecchia Cairo islamica è un pullman di turisti a essere preso di mira. Il bersaglio era stato scelto accanto a un'altra tappa del giro classico della capitale egiziana, la Cittadella, nella zona di Sayyeda Aisha. Da una macchina partono colpi di pistola contro il pullman. Nessun ferito tra i turisti, due fra gli egiziani. A sparare è stata una donna col niqab, il velo islamico nero che lascia scoperti solo gli occhi. Era nella vettura assieme a un'altra. Moriranno per un omicidio-suicidio che le trasformerà in singolari kamikaze. Secondo la versione delle autorità, una delle due donne, entrambe ventenni, avrebbe sparato all'altra prima di colpire se stessa e morire dopo il trasporto all'ospedale. Erano, rispettivamente, la sorella e la fidanzata di Ihab Yusri Yassin. Due giorni fa, il cugino dell'attentatore era morto durante la detenzione, e il suo corpo era stato riconsegnato alla famiglia. Nel tardo pomeriggio sono arrivate le prime rivendicazioni. Attribuiscono gli attentati alle Brigade Abdullah Azzam o, in alternativa, ai Mujaheddin d'Egitto.