Stefan in una nuova comunità ma le indagini proseguono

MILANO.«Il nostro obiettivo era di restituire il bambino al percorso di reinserimento deciso dal tribunale dei Minori, interrotto il 21 aprile con il suo sequestro da parte di sconosciuti nel Centro Bambini Maltrattati». Obiettivo raggiunto, quello espresso dal dirigente della squadra mobile di Milano, Vittorio Rizzi nel chiarire le circostanze del ritrovamento di Stefan Mihaita Caldararu e del suo riaffidamento a un nuovo centro specializzato. La polizia era convinta che il piccolo non avesse lasciato l'Italia per la Romania dopo aver preso contatti con l'ufficiale di collegamento romeno in Italia e l'omologo italiano in Romania. Quando Iulian Curelea, ingegnere informatico, si è offerto di mediare tra le autorità e le richieste della famiglia, la polizia si è fatta portavoce della domanda al Tribunale dei Minori che aveva interdetto alla famiglia ogni contatto. Ma la domanda è stata respinta. I poliziotti per due giorni hanno controllato in piazza Selinunte 3 la residenza del professionista romeno, avendo sempre più certezza che la famiglia era sua ospite. Giovedi sera ad un certo punto i Caldararu sono stati visti uscire e sono stati avvicinati dagli agenti «che hanno agito con la massima serenità».