Vallanzasca, il giallo continua


VOGHERA. Vallanzasca, un caso nel caso. Continua, infatti, il giallo sull'inoltro della domanda di grazia al presidente Ciampi da parte dell'ex bandito, che sta scontando nel carcere di Voghera la condanna a quattro ergastoli. A tre giorni dalla fuga di notizie sull'intenzione di Renè di sollecitare un gesto di clemenza al Capo dello Stato, mancano ancora conferme sulla formalizzazione della richiesta.
Nulla risulterebbe, in merito, all'ufficio del magistrato di sorveglianza di Pavia nè in altre sedi giudiziarie. Dunque, non è da escludere che Vallanzasca abbia inteso inviare al presidente della Repubblica non tanto una domanda formale di grazia, ma piuttosto una lettera di supplica, per evidenziare il suo disagio, i tormenti di un uomo che ha trascorso dietro le sbarre 32 dei suoi 55 anni, che da tre non può vedere l'anziana madre malata e che da tempo, inutilmente, chiede il trasferimento a San Vittore per starle più vicino. Il nome Vallanzasca, intanto, continua a far discutere. E' di ieri la prima reazione alla richiesta (vera o presunta) di grazia. Porta la firma di Vittorio Braga, leghista, assessore provinciale, che ha indirizzato una lettera aperta all'ex bandito. Braga, in sostanza, pur comprendendo i patimenti dell'uomo, dice no ai «colpi di spugna» che cancellando i 7 omicidi per i quali è stato condannato Vallanzasca, offenderebbero i parenti delle vittime. «Io mi batto e mi batterò perchè a Caino non può non essere garantito il diritto alla vita - scrive l'assessore - Ma ritengo ci debba essere la certezza della pena che fa si che l'ergastolo al cospetto di 7 morti sia una naturale, seppure spietata, conseguenza. In carcere si può meditare, valutare gli errori commessi e trasmettere al di fuori le proprie sensazioni demandandole ai giovani affinchè lei non venga mai imitato. Altra cosa è vedere esaudita la sua richiesta di incontrare i suoi cari. E a tal proposito mi dispiace che cosi comportandosi le 'istituzioni" prestino il fianco a coloro che ritengono che il tempo pianifica tutto, anche gli orrori compiuti da Caino. Per la mia coscienza non è cosi».

Roberto Lodigiani