Incendio alla Cr, c'è il dossier dell'Arpa
SANNAZZARO.L'incendio divampato il 25 marzo scorso alla Cr di via Alessandria, che ha determinato anche il grave ferimento di due operai, ha dato vita sul territorio ad un vero tavolo di confronto con alla testa i comuni di Sannazzaro, Ferrera e Scaldasole. I tre enti locali, alla luce del dossier emesso dall'Arpa circa l'ipotesi di eventuali danni all'ambiente, stanno sollecitando e mantenendo attivo un tavolo di lavoro di cui fa anche parte la Provincia di Pavia quale istituzione preposta alla totalità delle attività di controllo, verifica ed ispezione su quanto in essere alla Cr in termini di impianti e delle varie fasi di esercizio interne allo stabilimento.
In questi giorni si sono susseguiti due incontri e l'ipotesi più plausibile (ed auspicabile) potrebbe essere la costituzione di una vera e propria conferenza di servizi sul problema-CR di cui anche i comuni sarebbero attori essenziali.
Sul tavolo del confronto sono state esaminate le concessioni regionali garantite alla CR circa le varie produzioni orientate alla lavorazione ed al recupero di rifiuti speciali e tossico-nocivi, non ultima l'ipotesi (ancora oggi in vita) relativa alla nascita di un 'termovalorizzatore" destinato ad incenerire rifiuti particolari. Da parte delle istituzioni sono in fase di preparazione specifici dossier tecnici, quali utili supporti in vista del prossimo incontro coordinato tra i comuni.
E le inchieste? Quella dell'Asl fungerà da elemento guida per il prosieguo della fase giudiziaria soprattutto alla luce dell'incidente e dei due gravi ustionati, ma non è ancora stata ufficializzata.
E' stata invece approntata l'indagine dell'Arpa che ha evidenziato la dinamica dello sversamento dei fumi dell'incendio in aria e la tipologia dei residui andati in fiamme. L'ispezione visiva all'interno del capannone in cui si è verificata l'esplosione e l'incendio ha confermato la presenza di materiale eterogeneo costituito da fusti vuoti in plastica (circa duecento), di altri fusti contenenti in apparenza vernici coagulate o resine addensate, diverse bombolette spray integre ed in frammenti. Da qui l'acre odore di materiale plastico combusto.
L'Arpa ha puntualmente registrato che dalle ore 19 circa alle ore 22 di quella sera i venti hanno spinto i densi fumi dell'incendio verso l'abitato di Ferrera dove sono state segnalate le più significative molestie olfattive da parte di diversi residenti.
Verso le ore 22 la direzione prevalente dei venti ha spinto la coltre fumogena verso Scaldasole.
Insomma, per cinque lunghe ore il territorio è stato invaso dalle emissioni al punto che nei tre comuni fu lanciato l'allarme mettendo in emergenza anche le varie protezioni civili. I tre comuni hanno ora unito le forze per arginare un problema che, dal quel 25 marzo, da potenziale è diventato letteralmente esplosivo.
Paolo Calvi