Accoltellò la barista: tre mesi


BINASCO. Perseguitò una donna già fidanzata e, di fronte all'ennesimo rifiuto, la colpi con una coltellata provocandole una ferita guaribile in dieci giorni. Per questo, con l'accusa di lesioni volontarie aggravate, è stato condannato a tre mesi Naceur Chehebi, 40 anni, tunisino.
All'imputato, che vive a Busto Garolfo ed era difeso dall'avvocato Fabrizio Aronica, sono stati concessi i benefici della sospensione condizionale e della non menzione.
L'episodio che ha portato al processo, innanzi al giudice Michela Fenucci, si verificò nella serata del 18 novembre 2001. In quel periodo Beata Kuzma era titolare del 'Caffè della posta" a Binasco, ed era fidanzata.
Tra gli avventori del locale c'era anche Chehebi, soprannominato 'Bellezza" «in sfregio al suo reale aspetto fisico», come spiega la motivazione della sentenza. Il tunisino voleva a tutti i costi avere una relazione sentimentale con la titolare del bar, e in più occasioni aveva manifestato le proprie intenzioni. Ma sino a quella sera non era accaduto nulla di drammatico.
Chehebi si limitava a corteggiare la donna che continuava ad opporgli dei rifiuti. Il 18 novembre, però, le insistenze del tunisino si fecero molto più pressanti. Al punto che la donna lo invitò ad allontanarsi dal locale. Chehebi, secondo quanto riferito successivamente da un teste, tornò a sedersi al tavolino con aspetto «pallido e nervoso». L'altro avventore si rese conto che la reazione del nordafricano sarebbe potuta essere violenta e si diresse verso la barista, che nel frattempo aveva raggiunto il bagno per lavarsi le mani, con l'intenzione di consigliarle di chiudere il bar. Consiglio che non riusci a dare. Chehebi, secondo la ricostruzione dell'accusa, si alzò di scatto, spostò l'altro uomo con uno spintone e colpi Beata Kuzma con quello che, sul momento, all'altro parve essere solo un pugno diretto alla regione toracico-addominale. La donna si chiuse dentro al bagno e con il cellulare avverti il fidanzato di quanto era appena accaduto. Nel frattempo lo straniero venne costretto a uscire dal locale. I carabinieri, giunti subito dopo, lo trovarono con il volto insanguinato, anche se non fu possibile accertare se si fosse ferito da solo o se fosse stato colpito da qualcuno. Alla donna, medicata all'ospedale di Casorate, venne diagnosticata una ferita da pugnalata nella regione toracico addominale sinistra, lesione guaribile in dieci giorni. In aula il pubblico ministero, Antonella Santi, ha chiesto la condanna al minimo della pena. Il giudice ha condannato Chehebi a tre mesi.

Fabrizio Merli