I pericoli per i bambini stanno dentro casa
NOVIGLIO.Si è concluso il corso di primo soccorso pediatrico in due lezioni organizzato dall'assessorato alla sanità del comune di Noviglio in collaborazione con la sezione della Croce Bianca di Binasco. Nel primo incontro si è parlato della valutazione primaria, degli interventi da adottare in situazioni di emergenza e dei presidi da utilizzare. Gli istruttori del 118 hanno spiegato come si deve approcciare un paziente e come valutare i suoi parametri vitali: stato di coscienza, respiro e polso, perché il soccorritore è «il primo anello della catena di soccorso» ed è importante che attivi correttamente la procedura di aiuto. Questo significa valutare la scena, lo stato si gravità del o dei feriti e contattare con celerità il 118 fornendo indicazioni il più possibile precise.
Secondo le statistiche l'ambiente più pericoloso, dove si verificano dai 6.000 agli 8.000 decessi all'anno, è la casa. E i soggetti più a rischio di incidente sono soprattutto i bambini per la loro naturale curiosità e la rapidità dei movimenti. L'attenzione nei loro confronti non è mai troppa e, paradossalmente, gli incidenti che li vedono coinvolti accadono più frequentemente alle 12 e alle 20 (gli orari in cui si consumano i pasti) quando i bambini dovrebbero essere maggiormente sorvegliati dai genitori. Intanto perchè l'ambiente domestico non è costruito a misura di bambino; è pieno di pericoli e nasconde parecchie insidie. Diventa, per questo, un importante strumento di prevenzione, non lasciare alla loro portata oggetti pericolosi come coltelli, detersivi, medicinali, insetticidi ma anche piante, la maggior parte, velenose. Particolarmente utili, durante la prima lezione, sono stati i consigli pratici su come intervenire correttamente per medicare una ferita. Prima di tutto il soccorritore deve lavarsi bene le mani, detergere delicatamente la ferita con acqua corrente o con soluzione fisiologica e poi disinfettarla. Meglio con dell'acqua ossigenata o dello iodopovidone su garza sterile. E' preferibile evitare disinfettanti troppo colorati perché coprono la ferita e non permettono di controllare le reazioni nei giorni seguenti - è stato spiegato dai volontari della Croce Bianca -. Per questo diventa indispensabile avere sempre in casa una valigetta contenente almeno: disinfettante, soluzione fisiologica, garze sterili, cotone, pinzette, bende, nastro adesivo, cerotti, forbici e naturalmente un termometro (meglio quelli elettronici, più precisi e meno pericolosi) e del ghiaccio.
Nel corso della seconda lezione è stato invece approfondito il tema dell'intervento sui pazienti pediatrici con consigli pratici per agire nel modo più corretto, seguendo i protocolli, in caso di traumi, emoraggie, ustioni, crisi convulsive, intossicazioni, svenimenti, ostruzioni delle vie aeree. E' importante sapere, prima di tutto, che ci sono differenze sostanziali tra un adulto e un bambino che richiedono differenti modalità d'intervento. In primis le differenze anatomo-fisiologiche; ad esempio le narici del bambino sono più strette, la lingua è più grossa, i denti sono più mobili, la laringe è più alta e di questo si deve tener conto, ad esempio, quando si interviene in caso di shock anafilattico o di ostruzione delle vie aeree, poi ci sono quelle psicologiche legate al fatto che il bambino comunica, a differenza dell'adulto, principalmente con suoni e gesti e avverte maggiormente la paura e il dolore. E' dunque fondamentale, nell'approccio con il bambino, mettersi al suo livello e comunicargli sicurezza. Le differenze tra il bambino e l'adulto si riscontrano anche nella misurazione dei parametri vitali quali la frequenza respiratoria, la pressione arteriosa e il polso, che, ad esempio, nel bambino, si misura a livello dell'arteria branchiale o femorale a differenza dell'adulto che si constata invece contando le pulsazioni a livello della carotide. In caso di intossicazioni dovute all'ingestione di sostanze tossiche o ustionanti, è sempre meglio, prima di intervenire, contattare i soccorritori del 118.
Alessandro Zaino