«Porte aperte alle imprese» fa centro Hanno partecipato tremila studenti

PAVIA.Università e imprese: il futuro comincia qui. E per la manifestazione organizzata dal Centro Orientamento dell'Ateneo, in cui migliaia di studenti hanno incontrato le aziende, il bilancio è ancora una volta positivo.
La folla che ha riempito le sale della sesta edizione di «Porte Aperte alle Imprese» ha dimostra che i ragazzi hanno metabolizzato il nuovo ruolo dell'Università. Non più solo alta formazione e didattica a diversi livelli, ma anche un sostegno credibile ed autorevole per l'ingresso nel mondo del lavoro.
Sono stati circa 3.000 gli studenti che hanno partecipato alla due giorni di incontro con le aziende. Trentadue gli stand delle imprese, centinaia i curriculum consegnati a ciascuna azienda, domande e curiosità, colloqui e chiarimenti; il tutto per non doversi rivolgere troppo a lungo a quel «San Precario» che in apertura di manifestazione alcuni studenti dell'Università avevano mostrato durante l'inaugurazione di «Porte Aperte alle Imprese», rimarcando, in modo goliardico ma serio, il problema del lavoro e delle prospettive future.
«Un gesto intelligente, da parte dei ragazzi, che ho apprezzato e che condivido senz'altro - ha affermato Laura Pagani, presidente del Centro Orientamento dell'Ateneo pavese -. Io stessa, nel mio lavoro di docente, in Dipartimento sono responsabile di molti progetti di ricerca sui quali investo, puntando cosi su persone che però non sono certa di poter tenere anche domani. In altre parole, se la flessibilità nel lavoro, la voglia di cambiare e di viaggiare è un valore soprattutto per i giovani nei primi anni della loro esperienza professionale, credo viceversa che il precariato sia un gravissimo problema».
La voglia di concentrarsi sul tema del futuro professionale coinvolge anche studenti che ancora frequentano l'università e sono nel pieno degli studi: «La risposta dell'Università a questa richiesta - continua Laura Pagani - anche attraverso l'attività del Centro Orientamento è sotto gli occhi di tutti: il tirocinio di orientamento, quello didattico e l'azione di monitoraggio che ci sforziamo di fare tendono a creare studenti che abbiano una formazione professionalizzante, oltre ad una solida cultura di base, e che abbiano la possibilità di instradarsi su percorsi lavorativi senza essere lasciati soli. Non solo vogliamo inserirli in contesti di lavoro, ma vogliamo anche considerare che lavoro possono fare, dove e con quali risultati, per rendere il servizio di orientamento post laurea sempre più raffinato».
Dai responsabili aziendali presenti alla due giorni dell'Ateneo pavese si è colta la grande diversificazione di professionalità richieste, e probabilmente è anche possibile disegnare l'offerta di lavoro che si prefigura nel prossimo futuro: «Proprio per questo - conclude Pagani - l'Università vuole preparare figure già con esperienze professionali documentate: perciò i tirocini sono importantissimi».