«La legge vieta l'attività svolta in forma ambulante»

VIGEVANO.«Parrucchiere a domicilio O esercizio abusivo?».
Se lo domanda la Confartigianato della Lomellina, rispondendo al lettore che ha contestato l'altro giorno l'associazione sulla vicenda di parrucchiere ed estetiste a domicilio.
«Siamo ben contenti della mail giunta alla Vostra redazione da parte del sedicente parrucchiere a domicilio per tornare sull'argomento dei lavoratori abusivi nel settore delle attività di acconciatura ed estetica. Il Vostro lettore, a ben leggere la sua difesa d'ufficio, può essere definito abusivo a metà o meno abusivo di altri, in quanto dichiara di avere una partita Iva e di pagare le tasse. Peccato che la normativa in vigore per detti settori preveda il divieto assoluto di svolgere l'attività in forma ambulante, ovviamente per carenza di requisiti igienico sanitari ed ambientali e, aggiungiamo noi, per l'assoluta impossibilità degli Enti preposti di effettuare controlli sul regolare esercizio dell'attività. E' ovvio quindi che egli possa fornire prestazioni a prezzi inferiori.
Infatti:
non ha alcun costo di attrezzature fisse (negozio, arredamento, servizi igienici, imposte locali, tassa asporto rifiuti, autorizzazione Asl, ecc.);
non rispetta alcun requisito igienico sanitario (registro rifiuti e conferimento degli stessi a soggetti autorizzati);
non versa i giusti contributi pensionistici (si faccia spiegare dal suo commercialista in quale gestione va inquadrato: non certo in quella dei professionisti!). Quindi, prima di guardare in casa d' altri, si dia una sistemata alla Sua posizione ed allora a parità di costi e di oneri con gli altri colleghi che operano nel rispetto delle Leggi e dei Regolamenti, vedrà se i listini depositati presso i Comuni e la Camera di Commercio sono gonfiati o rispecchiano realmente il corretto rapporto tra costi e ricavi di aziende che operano alla luce del sole in regime di sana e libera concorrenza».
Confartigianato Imprese Lomellina