«Confidiamo nel nuovo Papa»
Questa una lettera indirizzata a mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia.
Egregio monsignore, giungano a lei le nostre più vive congratulazioni per l'elezione del nuovo Papa Benedetto XVI. Una grande speranza in un mondo travolto dalle tragedie, dove si va su Marte ma centinaia di migliaia di donne, uomini e bambini muoiono travolti da un'onda. Dove sui media scorrono tutti i giorni nei titoli storie di assassinii, di genocidi, di carestie e di nuove pestilenze. Un mondo dove si sgozzano donne e uomini in nome di un Dio. Cose che ci fanno pensare, che l'inferno non può che essere questo.
Ma c'è anche una umanità opulenta che vive le nuove angosce del terzo millennio, un mondo dove il «bene» travolge a volte il «naturale» e forza l'essenza stessa della vita, in cui l'uomo è sballottato tra le nuove grandi opportunità che tutto possono e l'ansia delle nuove sfide della scienza e della tecnica. Dove la ricerca della verità, della ragione, è sempre più dolorosa e il confine tra bene e male sembra impercettibile, dove è forte la tentazione di sfuggire alla propria coscienza piuttosto che fare i conti con le domande che li nascono.
Dentro questo mondo sta il nuovo Pontefice e tutti noi credenti e non, ci auguriamo che possa aiutarci a capire, perché è in dubbio che anche i pensatori laici avvertono la debolezza delle loro riflessioni e la inadeguatezza del loro pensiero.
Siamo esterrefatti un po' per i titoli di alcuni giornali di sinistra e di alcune trasmissioni televisive di RaiTre, dove si è potuta misurare la «presunzione» di giornalisti che hanno dissertato di dottrina e di fede come se si stesse discutendo del Parlamento italiano o di una partita di calcio. Di giornalisti «invasati» dal proprio ruolo di paladini dell'audience, che forse tra qualche giorno ci propineranno una trasmissione e un sondaggio su Dio se è di destra o di sinistra, oppure costruiranno un nuovo reality-tv sul Conclave facendo entrare nella Cappella Sistina maghi, astrologi e lettori di tarocchi.
Giuseppe Longo e Romeo IurilliConfesercenti, Pavia
Un'elezione democratica
quella di Piera Capitelli
Leggiamo con disappunto l'intervista rilasciata dal principale rappresentante della lista «Comitato per Pavia», Giammatteo Rona, alla Provincia Pavese, nella quale si cerca di far figurare Piera Capitelli neo-eletta sindaco di Pavia come non rappresentativa della comunità pavese.
La scelta degli elettori pavesi ci sembra chiara ed inconfutabile, queste elezioni si sono svolte secondo tutti i canoni della democrazia.
Democrazia è scelta, scelta di votare un candidato piuttosto che un altro, scelta di non votarne alcuno.
Democratica è stata la possibilità data al sig. Rona di candidarsi alla poltrona di primo cittadino della nostra città e di ricevere 632 preferenze (precisamente lo 0.66% + 0.55%), cosi come altrettanto democratica è stata la scelta dei cittadini pavesi di dare in dote a Piera Capitelli 21.126 voti e di eleggerla sindaco di Pavia. Rappresentatività non è plebiscito, rappresentatività è maggioranza ed in questo caso ci sembra abbastanza ampia.
Movimento Giovani Dl - Margherita, Pavia
Pavia, si deve salvare
l'immagine di San Siro
Scrivo in merito alla nicchia contenente l'immagine di San Siro posta in via Ferrini angolo Via Parco Vecchio a Pavia, che sta subendo quotidiani atti di vandalismo (da parte di chi non vuole l'incombenza della manutenzione e preferisce «liberarsene?») e che, se non si interverrà con la massima sollecitudine, vedrà la fine a breve.
Si... ma... chi dovrebbe intervenire? L'amministratore del nuovo adiacente condominio? Il costruttore del medesimo? Il neo eletto sindaco di Pavia? Il signor Vescovo? Parrebbe un «passaggio di palla» infinito e, nel frattempo, assistiamo impotenti alla vergognosa distruzione.
Chiedo che si identifichino quanto prima responsabilità e incombenze e che chi debba procedere a far si che la nicchia venga salvaguardata e conservata, lo faccia in qualsiasi sede, anche giudiziaria. Se è vero che la licenza per costruire in tale area è stata data dal Comune con il vincolo di manutenzione e cura della nicchia di San Siro, il cittadino pretende che tale vincolo venga fatto rispettare.
S. P.Pavia
Grazie ai volontari
della Protezione civile
Pochissime parole che mi sembrano doverose per esprimere il più sentito ringraziamento ai nostri volontari per la disponibilità a fare ciò che la Protezione civile nazionale ha fatto in occasione dei funerali del Papa Giovanni Paolo II il Grande.
Anche se l'evento non era riconducibile alla tipologia propria della Protezione civile, non ci sarebbe stato nessun altro mezzo che avrebbe consentito allo Stato italiano la gestione di milioni di pellegrini arrivati in quei giorni a Roma.
Al di là dell'ottima figura che l'Italia ha fatto verso il mondo intero, al di là dei ringraziamenti dello Stato del Vaticano, rimarrà indubbiamente in tutti la soddisfazione e l'eterno ricordo per essere stati protagonisti di un evento unico che rimarrà negli annali della storia mondiale e non solo italiana.
In quella settimana i volontari non erano a Roma, ma al centro del mondo.
Non importa se nell'organizzazione ci sono stati intoppi, incomprensioni ed incongruenze, questo fa parte del sistema, ma la soddisfazione dei ringraziamenti che vi sono arrivati direttamente dalla gente non la toglie nessuno e supera ogni altra cosa.
In un mondo dove i valori si sono persi, l'evento della morte del Papa ha fatto riemergere quello più significativo e che interpreta meglio il nostro spirito di volontari: la solidarietà.
Giuseppe Faèpresidente del Club Fuoristrada 4x4 Pavia