Schumacher inquadra Alonso nel mirino
Anche inseguire può essere appassionante. Parola di Michael Schumacher. Lui che per anni ha fatto la lepre della Formula 1, colui al quale tutti davano la caccia, quest'anno è suo malgrado costretto a indossare i panni del cacciatore. «E mi piace, vi garantisco che mi piace. Perchè mi piace la sfida. E' il senso della mia vita, del mio lavoro, il motivo che mi porta a continuare a correre». In questi termini il campione tedesco si appresta ad affrontare il gran premio di San Marino. Pronto ad inseguire Fernando Alonso, che come una lepre corre davanti a lui lontano ben 24 punti in classifica.
«Ma dopo il Bahrain e tutto il lavoro fatto in queste settimane si può dire che il mio mondiale comincia a Imola».
Cosi sarà nei panni del «cacciatore» che Schumi affronterà la sfida. «La cosa che ci rende ottimisti alla fine della fiera è questa - ha detto ieri a Imola nella prima conferenza stampa del Gp imolese -: in Bahrain abbiamo capito dove e come poter migliorare, e in queste settimane abbiamo avuto buone conferme. Questa è la ragione per cui siamo fiduciosi per Imola. Siamo a livello dei migliori».
I migliori sono, secondo Schumacher, Renault e McLaren. Ma la Ferrari è li, con loro. E lui è più che mai assetato di voglia di rivincita. Anche perchè è ben consapevole di aver vinto un solo Gp (Giappone 2004) negli ultimi otto disputati.
«Siamo tra i favoriti, ne sono convinto - ha detto Schumi, senza manifestare spavalderia ma cercando di essere il più possibile ‘realistico' -. Perchè? Perchè siamo più veloci e più affidabili, tutto li».
I motivi per cui il cacciatore Schumacher è convinto di essere in grado di dare la caccia alla lepre Alonso sono da un lato di natura tecnica («il pacchetto complessivo delle nostre prestazioni è migliorato, gomme comprese»), dall'altro di natura psicologica: «Penso che Fernando d'ora in avanti sentirà il peso di essere primo in classifica. Vedrete che correrà pensando anche ai punti, calcolando cosa ha da perdere e cosa no. Sono stato per tanti anni in quella dimensione e so cosa significa. Da questo punto di vista, invece, io rispetto a lui non avrò altro a cui pensare, perchè ho una sola possibilità: andare a tutta, rischiare tutto. E cercare di vincere. Io sono nella dimensione del cacciatore, di quello che va all'attacco. Sul passato non posso lamentarmi, ma anche questa dimensione può essere molto interessante».
E' vero - gli hanno chiesto - che la Ferrari ha intenzione di estendere il contratto anche oltre il 2006? «E' vero che per me le porte sono sempre state aperte. Il mio contratto scade a fine 2006. Ne ho parlato in privato con Jean Todt ma non è una novità, perchè se voglio ogni giorno ho la possibilità di parlare con lui. Anche di queste cose. Peraltro ho sempre detto, e lo confermo anche oggi, che continuerò a correre finchè questo lavoro mi appassionerà». Quanto al fatto che lo spagnolo possa essere colui che, in futuro, lo sostituirà alla Ferrari perchè ha uno stile che secondo molti ricorda il giovane Schumacher, il tedesco si è limitato a questa risposta: «Il paragone non regge. Ognuno ha la sua storia».