Inceneritore, la minoranza dice no
TORTONA. I partiti del centrosinistra cambiano idea e prendono una posizione ufficiale sul problema dei rifiuti e sulla possibilità che Tortona possa ospitare un inceneritore. Stop alla realizzazione entro breve tempo di un termovalorizzatore e potenziamento della raccolta differenziata che dovrà raggiungere almeno il 66 per cento contro l'attuale 30.
Soltanto dopo aver conseguito questo obiettivo, i partiti di minoranza, insieme ai cittadini, valuteranno cosa fare della restante parte di rifiuti: se incenerirla o metterla in discarica. La decisione, che rompe un lungo periodo di silenzio, è giunta al termine di una riunione convocata dai Socialisti democratici italiani (Sdi) che si è svolta l'altra sera nella sede del centrosinistra in via Giulia. Alla riunione hanno preso parte i massimi esponenti politici dell'opposizione locale, che si sono dichiarati concordi nel realizzare un documento comune che illustrerà la loro posizione. Una posizione che appare netta quella dei partiti di minoranza, e che arriva dopo un lungo periodo in cui, comunisti a parte, la sinistra tortonese non ha mai dichiarato da che parte schierarsi al riguardo se a favore o contro l'inceneritore. Una posizione quella tenuta fino all'altro ieri, dettata anche dal fatto che la decisione di realizzare un inceneritore di rifiuti sul territorio tortonese, era stata presa quando assessore provinciale all'Ambiente era il tortonese Enio Negri dei Ds e alla guida dei vari consorzi di smaltimento rifiuti che avevano scelto Tortona come uno dei due possibili siti per realizzare l'impianto (l'altro era Novi Ligure) c'erano esponenti del centrosinistra. Alla riunione dell'altra sera hanno partecipato anche le associazioni ambientaliste che hanno illustrato in sintesi, quanto emerso durante le assemblee pubbliche che si sono svolte di recente a Rivalta Scrivia, Pozzolo Formigaro e Novi Ligure, cioè la pericolosità di un impianto di questo genere e la possibilità di raddoppiare entro breve tempo la percentuale di raccolta differenziata portandola dal 30 per cento ad oltre 60 per cento come già avvenuto in alcuni comuni del Veneto che sono stati presi ad esempio, comuni grandi come Tortona in cui si è passati dalla raccolta dei cassonetti al «porta a porta». Durante la riunione è stata data notizia che entro pochi giorni, a tutti i consiglieri comunali, verrà distribuita una sintesi dello studio di fattibilità sull'inceneritore realizzato dall'Università di Alessandria.