«Cari genitori, protestate contro la riforma Moratti»

VOGHERA.La riforma della scuola firmata Letizia Moratti non piace a un gruppo di docenti dell'istituto superiore Calvi-Maragliano.
I professori scrivono ad alunni e famiglie, invitandoli «ad aprire un dibattito vero sul mondo scolastico» e, intanto, «a manifestare pubblicamente il loro dissenso al Ministero».
Una guerra sui contenuti ma anche sul metodo adottato dal ministro: «La bozza di riforma - lamentano i firmatari della lettera aperta - non è frutto di una reale consultazione di tutte le componenti scolastiche». A preoccupare gli insegnanti è la bozza del decreto attuativo della legge 53. Il documento passa dunque in rassegna i presunti punti dolenti: «La riforma Moratti, cosi com'è, ha come unica linea guida un criterio di risparmio. L'occhio va prevalentemente al bilancio di cassa (meno personale, meno ore di scuola), senza tenere conto della possibile ricaduta che un simile progetto avrà sulla società e sul mondo del lavoro; si distingue una scuola di serie A, i licei quinquennali governati dallo Stato, e una scuola di serie B, i professionali quadriennali governati dalla Regione ai quali garantisce solo 15 ore settimanali di formazione culturale e nega l'accesso diretto all'università; si sopprimono gli istituti tecnici, senza che se ne veda una ragione se non quella di dilazionare nel tempo l'inserimento di giovani specializzati nel mondo della produzione e nonostante le perplessità espresse dagli industriali; gli istituti tecnici diventeranno licei, privati dell'apporto fondamentale delle attività di laboratorio; il liceo Scientifico tecnologico sarà soppresso senza la sostituzione con un corso di studi omologo o analogo; s'impoveriranno le discipline squisitamente liceali, come il Latino e l'Italiano nei licei classici e scientifici; si ridurrà immotivatamente il tempo-scuola con tagli pesanti su quasi tutte le discipline». (e. b.)