Trezeguet vuole restare «Un debito con la Juve»

TORINO. Amarezza per essersi di nuovo fermato nel momento più importante, voglia di guarire ma soprattutto di vincere per ringraziare la società che ha creduto in lui. David Trezeguet getta la spugna dopo il prolungarsi del malanno alla caviglia e non promette nulla per questa stagione: «Devo non pensare al calcio per un pò, ma solo a guarire bene. Mi è spiaciuto molto non esserci col Liverpool».
«Ho provato fino all'ultimo ma sentivo dolore - prosegue il francese - Però questa è una grande squadra e io mi trovo benissimo qui. Ho un dovere di riconoscenza verso Capello e i compagni che mi hanno dato fiducia. E quindi non solo voglio restare, ma vincere». E' un anno horribilis, quello del francese. Gli è anche morta una nonna cui era molto affezionato, oltre agli infortuni alla spalla (con relativo intervento chirurgico) e alla caviglia. «Era giusto forzare - spiega - perchè in questi casi non si rischia nulla. Ma appena ho provato a fare movimenti più complessi, il dolore era forte e l'arto era sempre gonfio. Quindi i medici della Juventus mi hanno detto di interrompere l'attività». Quindi il franco-argentino non fa programmi, e non parla del campionato per una logica questione di opportunità. Ma del futuro, si. «La Juventus non mi ha parlato di futuro e quindi logica fa pensare che voglia riconfermarmi. Se poi pensa in modo diverso, me lo dirà. Sa che cosa penso io: voglio assolutamente restare, perchè questa è una squadra di campioni». La pensa come lui Alex Del Piero. «No, non vado via neanche io. Il campionato? E' vero che adesso non abbiamo più alternative e questo potrebbe anche riservare un contraccolpo psicologico negativo. Però, il nostro obbligo di vincere il campionato non è aumentato solo perchè siamo stati eliminati dalla Champions League. Il rammarico è enorme, ma guai a piangerci addosso. Per fortuna si rigioca subito. E ci penserà il Lecce a tenerci vivi, perchè, come ha dimostrato il Milan col Brescia, non ci si può mai distrarre».