Voglia di avventura

Hyundai Tucson è un Suv compatto dalla linea piacevole e con una ricca dotazione di accessori di serie. Le linee della carrozzeria sono tese e filanti.
La fisionomia tradisce chiaramente la discendenza dallo stesso ceppo etnico della Santa Fe ma l'evoluzione della specie regala alla Tucson un aspetto più snello, come se alla definizione del suo disegno avesse dato una mano anche un dietologo. L'elemento più personale resta il frontale, solcato da due nervature che mimano le forme di un bull-bar e proseguono fino alla base del parabrezza, dando espressività al volto della Hyundai.
Anche la fiancata è segnata da un tratto pulito e deciso, che corre tra le maniglie e i finestrini congiungendo i fanali alle luci di coda. Queste ultime hanno dimensioni molto generose e guidano lo sguardo verso il portellone. Il suo taglio obliquo dà dinamismo alla vista d'insieme, complice anche l'andamento spiovente del padiglione.
Il paraurti anteriore ha un'aria molto massiccia, mascherata solo in parte dalle ampie prese d'aria.
Tutta la parte inferiore dalla Tucson ha comunque un qualcosa di ruspante. L'elevata altezza da terra, i passaruota e le modanature sottoporta oversize fanno sembrare questa coreana ben più fuoristradistica di quanto in effetti non sia. Gli stessi vertici della Casa la chiamano 'road suv" confermando, se ce n'era bisogno, che il suo pane quotidiano sono le strade asfaltate o, al limite, quelle sterrate. D'altro canto la dotazione tecnica parla di un'auto che non è né vuole essere una vera e propria fuoristrada.
Il progetto della Tucson prende vita partendo dal pianale della Coupe, su cui è poi montata una struttura monoscocca. A chi avesse ancora qualche dubbio in materia, consigliamo vivamente di dare uno sguardo al doppio terminale di scarico cromato che fa capolino sotto il paraurti posteriore.
Quanto all'abitacolo, sorprende l'abitabilità posteriore. Lo spazio per le gambe è davvero molto abbondante e, regolando l'inclinazione dello schienale, chi viaggia sul divano può avere la sensazione di viaggiare su una chaise longue. Al punto che verrebbe quasi voglia di assumere un autista e di accomodarsi dietro.
Neppure chi sta davanti ha comunque molto da lamentarsi. I sedili non hanno una seduta molto estesa ma sono comodi e ben profilati.
La plancia ha un disegno moderno e avvolgente, con le estremità che si raccordano ai pannelli portiera. Al centro, la consolle recita da assoluta protagonista e si protende in avanti per portare i comandi vicino al pilota.
Il livello delle finiture è buono e le plastiche sono piuttosto gradevoli al tatto, a ennesima riprova del notevole progresso fatto negli anni dalla Casa in tema di qualità.
A comporre la gamma sono quattro versioni, due a benzina e due turbodiesel, con le prime alla base e al top del listino e le seconde a comporre la fascia intermedia.
La Tucson d'accesso è la 2.0 16V Active, mentre la versione di punta è la 2.7 V6 Dynamic a cambio automatico. A fare la parte del leone nelle vendite sono però chiamate le Tucson a gasolio, spinte dal turbodiesel 2.0 CRDi già montato anche dalla Santa Fe.
I livelli di allestimento sono Active e Dynamic. La dotazione di serie è piuttosto ricca.
Ogni Tucson è equipaggiata con ABS, EBD, 6 airbag (tra cui quelli a tendina per i passeggeri anteriori e posteriori), climatizzatore, antifurto, computer di bordo, barre portatutto, controllo elettronico della trazione, sintolettore CD-Mp3 e vetri oscurati.