Non è obbligato a dimettersi ma deve richiedere la fiducia
ROMA.La crisi di governo non è obbligatoria, ma il passaggio alle Camere è quantomeno opportuno. I presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre e Mauro Ferri, seppure con diverse sfumature, sono concordi nel ritenere che, dopo il ritiro delle delegazioni dell'Udc e del Nuovo Psi, il premier Silvio Berlusconi non sia obbligato a dimettersi, ma che per «consuetudine costituzionale» sia tenuto a presentarsi in Parlamento per chiedere nuovamente la fiducia. I due articoli della Costituzione cui gli ex presidenti della Consulta fanno riferimento sono il 94 (in particolare dove si dice che «il governo deve avere la fiducia delle due Camere» e che «ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata») e il 95 (specialmente nella parte in cui è previsto che il premier mantenga «l'unità di indirizzo politico ed amministrativo» del governo).
Ma quale può essere il ruolo del presidente Ciampi in questa situazione? «Il capo dello Stato - risponde Baldassarre - deve essere messo al corrente della situazione. Potrebbe anche imporre una crisi, ma sarebbe una forzatura». Anche secondo Ferri, Berlusconi può salire al Colle «o per riferire o per dimettersi». Nulla di più. «La crisi non è necessaria anche se sarebbe più corretta perchè la formazione politica del governo è cambiata», sostiene Baldassarre.
Ferri concorda con Baldassarre sull'opportunità di un passaggio alle Camere del governo Berlusconi che può avvenire o per scelta del premier, oppure con una mozione di sfiducia dell' opposizione.(a.g.)