Un'altra allegra carovana di note

ROMA.Il secondo dei due cd in edicola con il nostro quotidiano, si apre e si chiude con la voce di Giorgio Gaber che canta «La libertà», inno contro l'egoismo borghese, e «Lo shampoo». Ma il cd riserva altre piacevoli sorprese. C'è l'autobiografica «Letto 26» di Stefano Rosso, tratta dall'album «Una storia disonesta», la cui title trak è stata la prima canzone in italia a usare la parola 'spinello" e ad affrontare un tema delicatissimo per quei tempi. Stefano Rosso (Rossi il vero cognome) non è certamente uno dei cantautori più famosi. Colpa di una produzione altalenante, molto spesso compromessa dalle etichette discografiche che mal distribuivano i suoi prodotti. Ottimo chitarrista - padrone della tecnica finger-picking - Stefano Rosso ne dà ampia prova nel disco dell '83, completamente strumentale: «La chitarra fingerpicking».
Altro ottimo chitarrista, nonché autore di pregevoli pezzi, è il compianto Ivan Graziani. Per il nostro cd abbiamo scelto forse uno dei brani più significativi del repertorio del cantautore di Termoli, «Agnese» (1978), tratta dall'album omonimo, «Agnese, dolce Agnese. Cosi come significativi nella storia della discografia italiana sono: «Figli delle stelle» di Alan Sorrenti; «E la luna bussò» di Loredana Bertè; «Io vagabondo» dei Nomadi - vera e propria formazione di culto nel nostro Paese -; «Eppure soffia» di Pierangelo Bertoli.
Nel secondo cd ritorna ancora Rino Gaetano con altre due tracce, «Gianna» e «Nuntereggae più», entrambe del'78. Ritorna anche Vecchioni, con «Samarcanda», il brano e il disco che lo consacrarono al grande pubblico. E ancora, due brani del cantautore napoletano Edoardo Bennato, «Non farti cadere le braccia» e la bellissima «Un giorno credi». Più vicino al blues rock, Bennato utilizza, modernizzandone il ruolo, i personaggi delle favole per raccontare le sue storie, distinguendosi dai suoi colleghi e 'rompendo tutti i ponti" con la tradizione partenopea, tanto da renderlo esplicito anche nel brano «Rinnegato». Da Bennato ai 'cantori" dell'amore in assoluto: Riccardo Cocciante con «Bella senz'anima» e «Margherita»; Claudio Baglioni con «Questo piccolo grande amore» e «Sabato pomeriggio». Per concludere, oltre al tormentone «Ricominciamo» di Adriano Pappalardo, c'è «Il gigante e la bambina» di Ron, brano che per la prima volta parla di violenza sui minori.