Jazz senza frontiere con gli amici di Mazzon
PAVIA. «Il jazz oggi è stereotipato, codificato nel main stream: lascia poche possibilità di osare, di far incontrare musicisti e artisti di estrazione diversa». Parola di Guido Mazzon, uno dei maestri del jazz (protagonista, con la sua tromba e le sue composizioni, della scena musicale dagli anni settanta a oggi) che ha scelto proprio Pavia per proporre una nuova sfida alle frontiere della musica.
«Senza frontiere» è infatti il nome della rassegna musicale che Mazzon ha ideato a Spaziomusica: ogni martedi, col suo quartetto (accanto a lui, il batterista Luigi Scuri, il bassista Persio Tincani, il trombonista Federico Cumar) accoglie una guest star e lancia «una sfida alla creatività. Il desiderio - ci racconta - è quello di improvvisare nel senso più nobile del termine, creare all'istante e fare musica con intelligenza, insieme ad artisti, non necessariamente musicisti, con cui c'è un'affinità creativa».
Martedi scorso Mazzon ha ricomposto il sodalizio con uno dei suoi storici amici, il sassofonista Daniele Cavallanti, co-leader di Nexus. A Spazi musica hanno ritrovato un'epoca e dei progetti (Bruno Morani si rivolse proprio a Guido Mazzon per avviare la grandiosa stagione jazzistica del suo locale), qui probabilmente Cavallanti e Mazzon presenteranno in autunno il loro nuovo disco e il nuovo Gruppo Contemporaneo: «Abbiamo suonato insieme e dappertutto - racconta Cavallanti - e non avevamo mai fatto un disco assieme. Ci abbiamo pensato a Salamanca. Sapevamo con chi farlo, due bassisti, visto che 35 anni fa non ne avevamo neanche uno, Giovanni Maier e Andrea Di Biase e Tiziano Tononi alla batteria. Oltre a noi due».
Grazia Bruttocao