Abbandonano un feto di due mesi
INVERNO. Un feto di due mesi abbandonato vicino alla discarica di Monteleone, davanti al cimitero. La macabra scoperta è stata effettuata, ieri mattina, da una pattuglia dei carabinieri di Corteolona. E' stato poi esaminato dal professor Giovanni Pierucci, direttore dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Pavia. Probabilmente l'aborto è avvenuto durante la notte davanti alla discarica, vicino al punto in cui è stato trovato il feto. Ad una decina di metri c'era infatti una grossa macchia di sangue. Le indagini sono in corso.
I carabinieri hanno controllato gli ospedali della zona per verificare un eventuale ricovero notturno di una donna alle prese con una gravissima emorragia. Per il momento non sono stati ipotizzati reati perchè non sono altri particolari della vicenda. L'abbandono di un feto di poche settimane, del resto, non può essere considerato omicidio oppure un altro reato. Le conseguenze giudiziarie si annunciano invece piuttosto pesanti se l'aborto fosse stato provocato da qualcuno che potrebbe aver picchiato selvaggiamente la donna. Le indagini proseguiranno anche nei prossimi giorni. Il macabro ritrovamento è stato effettuato ieri verso le 8. Una pattuglia di carabinieri di Corteolona stava effettuando un giro di perlustrazione alla periferia di Monteleone. I militari sono passati davanti al cimitero ed hanno notato che, sul piazzale della discarica (dalla parte opposta della strada), c'era una grossa macchia di sangue.
I carabinieri si sono fermati, sono scesi dall'auto e si sono avvicinati alla macchia che era davanti alla porta d'ingresso. La discarica era chiusa e quindi i militari hanno effettuato un sopralluogo nel campo che si trova a fianco dell'ingresso. E qui, dopo qualche minuto, hanno effettuato la macabra scoperta. Tra l'erba c'era un feto di pochi centimetri sporco di sangue. I carabinieri hanno subito avvisato i colleghi della compagnia di Stradella che sono subito arrivati a Monteleone.
Il feto è stato esaminato dai tecnici dell'Arma che hanno poi chiesto l'intervento del professor Giovanni Pierucci, direttore dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Pavia. Il docente ha esaminato il feto con l'aiuto di due colleghe ed ha fatto risalire l'abbandono a poche ore prima il ritrovamento. Il feto è stato deposto in un sacchettino e trasportato all'Istituto di medicina legale dove saranno eseguiti ulteriori accertamenti.
Probabilmente l'aborto si è verificato verso l'alba di mercoledi mattina. Il sangue ritrovato, infatti, era ancora fresco.
Le indagini sono scattate in pochi minuti. I carabinieri della compagnia di Stradella hanno contattato gli ospedali della zona per capire se ci fossero stati ricoveri sospetti. Ma, per il momento, non sono emerse piste particolari. Gli investigatori sospettano che la madre sia una donna extracomunitaria che potrebbe anche essere stata costretta ad abortire davanti alla discarica.