Colombo: solo un colpo di teatro


ROMA.«Ogni cosa che Silvio Berlusconi fa è un colpo di teatro, dunque anche l'annuncio a sorpresa della vendita del 17 per cento di azioni Finivest lo è. Non lo dico certamente per una specifica competenza finanziaria sul genere di operazione, ma esclusivamente per totale fiducia nelle grandi qualità dell'attore».
Furio Colombo, ex direttore de L'Unità, giornale che ha rilanciato dopo anni di silenzio a costo di duri confronti con la segreteria Ds che in molti casi ha contestato la linea politica del giornale giudicata troppo estremista, è oggi editorialista del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Dopo un passato da manager, scrittore e giornalista.
È una mossa politica o finanziaria?
«Non saprei. In ogni caso non è sicuramente il modo per affrontare e risolvere il conflitto di interessi del premier. Nel mondo e in Italia ci sono moltissime aziende controllate da un solo azionista che possiede anche meno del 30% delle azioni. Per ora dunque non cambia nulla. A parte la nuova disponibilità ecomomica del premier».
Tra le molte ipotesi sui motivi che hanno spinto Silvio Berlusconi a vendere una quota del suo impero c'è chi sostiene che a convincerlo sia stata la débâcle elettorale. Se nel 2006 vincerà il centrosinistra, leggi come la Gasparri potrebbero essere cancellate o riscritte. Dunque il premier avrebbe giocato d'anticipo, vendendo.
«È un'ipotesi molto suggestiva, sarebbe la conferma che la Gasparri è una delle tante leggi ad personam che questa maggioranza ha regalato al premier. In ogni caso è ancora presto per capire i molti passaggi della vicenda che, come tutte le questioni che riguardano Silvio Berlusconi, si presta a più letture».
«Quale che sia il motivo delle scelta la vendita è in sé un colpo di teatro. Da qui alle prossime elezioni politiche dobbiamo aspettarci altri colpi a effetto?
«È una buona domanda. Personalmente sono convinto di si. Vista la situazione drammatica in cui si trova il paese e la incapacità di questa maggioranza di affrontare la realtà, per cui dovrebbero farsi da parte, penso che una delle poche carte in mano al premier saranno i colpi di teatro. È un discreto attore e sa come gestire una scena. Si credo che sia una delle poche cose ragionevoli che tenterà di qui al voto, ma questa volta non basterà un contratto firmato da Bruno Vespa».

Maria Berlinguer