A scuola la testimone della Resistenza
SARTIRANA.«Mi ha fatto piacere incontrare i bambini delle scuole di Sartirana: a loro va trasmesso l'importante valore della libertà espresso dalla Resistenza, lo stesso di mio padre e dei suoi fratelli». Ieri mattina Maria Cervi è stata l'ospite d'onore delle manifestazioni celebrative per il 60esimo anniversario della Liberazione dal titolo 'Ora e sempre Resistenza", promosse dal Comune.
Nella sala polifunzionale Pina Rota Fo, la figlia di Antenore, uno dei sette fratelli fucilati dai fascisti a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943, ha ripercorso con commozione la vicenda della sua famiglia: da lei è arrivato un toccante messaggio di speranza, affidato ai numerosi alunni della scuola media e della quinta elementare. Un filo ideale ha legato i bambini di oggi ai protagonisti della lotta per la libertà di ieri, rappresentati all'ex cinema sociale dal sartiranese Marino Denari, nome di battaglia Elfio, comandante della brigata partigiana Fachiro e primo sindaco del dopoguerra. Al tavolo dei relatori c'erano il sindaco Giancarlo Berton e Tullio Montagna, presidente del Comitato unitario antifascista provinciale. La parte principale è stata occupata dalla proiezione di due video: su casa Cervi e sulla tragica fine dei setti fratelli reggiani, e sui ricordi degli anziani di Sartirana, realizzato e illustrato dai ragazzi della scuola media. Commoventi racconti di vita negli anni prima e durante la seconda guerra mondiale: gli alunni si sono alternati leggendo le testimonianze mentre sullo schermo veniva proiettato il loro lavoro multimediale. Sartirana ha rivissuto i momenti del bombardamento di una riseria, della stazione ferroviaria e della cascina Montariolo: alla Cascinetta, invece, erano prigionieri 40 soldati inglesi. Molti episodi sono stati comunicati da Denari. «La sua brigata partigiana ricevette uno dei pochi lanci di armi effettuati dagli aerei alleati - hanno letto i ragazzi -. L'annuncio arrivava dalle frequenze di Radio Londra: le parole in codice per i partigiani lomellini erano Marcellina sta bene». Il comandante Elfio rischiò anche di essere fucilato, ma all'ultimo secondo l'ufficiale tedesco decise per uno scambio di prigionieri. Poi, dal palco, Montagna ha invitato a tramandare i lavori della Resistenza e dell'antifascismo. «Ricordare affinché non succeda più che qualcuno di molto importante dichiari di voler conoscere i fratelli Cervi», ha detto con chiaro riferimento alla gaffe di Berlusconi. Dopo gli interventi di Beppe Pasciutti, componente del comitato promotore, e del vice sindaco Ernesto Prevedoni Gorone («La Lomellina deve essere particolarmente sensibile al tema della libertà perché proprio qui nacquero i primi squadristi»), Montagna ha consegnato a Maria Cervi una targa offerta dal Comune. (u.d.a.)