Bertinotti: l'Ulivo si allarghi a Verdi e Comunisti italiani
ROMA.Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione comunista, ribadisce che il suo partito non chiede «elezioni anticipate, anche se sarebbero un bene».
E spiega al comitato politico nazionale che le elezioni anticipate non verranno chieste perché le elezioni passate erano amministrative «ma a questo punto sarebbero un gran bene per il Paese». Bertinotti non vuole la mozione di sfiducia in Parlamento perché «la mozione sarebbe bocciata».
Il segretario chiede a Prodi un regalo: il compimento della proposta del grande Ulivo, con dentro anche verdi e Pdci. «Le potenzialità ci sono, potremmo schizzare al 10 per cento, anche in presenza di un successo dell'Ulivo», dice. Con i cossuttiani nel Listone quella di Rifondazione sarebbe l'unica falce e martello sulle schede elettorali e sarebbe Rifondazione l'unica forza a sinistra di Prodi. Secondo Bertinotti, ciò consentirebbe di non disperdere i voti.
Ma la richiesta di Bertinotti è stata subito bocciata da Pdci e Verdi. «Ipotesi destituita di ogni fondamento», ha dichiarato il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto. E Angelo Bonelli, coordinatore dell'esecutivo del Sole che ride, ha dichiarato che «non esiste alcuna ipotesi di scioglimento dei Verdi in 'Uniti nell'Ulivo" o simili».
Oltre che al futuro schieramento, Fausto Bertinotti ha parlato del futuro programma, alla cui stesura parteciperanno tutti, movimenti compresi.
L'area critica a Bertinotti sostiene che il risultato elettorale è «deludente» perché il partito non ha superato la quota del 5 per cento. Nonostante le critiche, le minoranze ricopriranno i posti loro assegnati: nella direzione di 31 componenti, 18 saranno bertinottiani, 8 quelli dell'area dell'Ernesto, 2 di Sinistra critica, 2 trozkisti di Ferrando e 1 di Falce e martello.
A.F.