Palestro ora ha il piano dei rumori
PALESTRO.L'intero territorio del Comune è stato diviso in sei zone, da quelle centrali, esclusivamente residenziali, dove i livelli di rumore consentiti sono particolarmente bassi, a quelle periferiche destinate soprattutto agli insediamenti produttivi, con possibilità quindi di emissioni rumorose ben più consistenti.
Il piano di azzonamento acustico, redatto da un'ingegnere mortarese Maria Novella Violato, già da tempo nei cassetti dell'amministrazione, dopo gli ultimi ritocchi è stato approvato a maggioranza dal consiglio comunale, non senza polemiche e contrapposizioni.
La mappatura dei decibel sul territorio comunale rappresenta un documento conoscitivo nuovo, fondamentale, nonchè presupposto indispensabile per la stesura del nuovo piano regolatore urbanistico che la Giunta guidata da Mario Arcelloni ha di fatto avviato.
L'analisi condotta, con l'organizzazione di dieci punti di'ascolto', ha messo in evidenza l'esistenza di alcune aree critiche in particolare nell'ambito del centro urbano attorno all'insediamento della riseria della «Riso Gallo».
Il piano approvato affronta i problemi sollevati da queste zone critiche dove si passa per esempio dalla zona seconda (area prevalentemente residenziale) con limite di rumore notturno a 45 decibel, alla quinta (area industriale) con possibilità di arrivare ai 70 decibel, prevedendo delle'aree cuscinetto', nelle quali il livello di rumorosità possa gradualmente stemperarsi.
Ed è su questo punto che la minoranza consiliare ha attaccato, in particolare con un intervento del consigliere Corrado Fiaccola del gruppo'Robbio che cambia'.
«Con l'individuazione di queste zone, che nella prima bozza del piano non c'erano, l'amministrazione di fatto preclude la possibilità di dare corso a interventi di risanamento che il piano stesso prevede - ha detto il consigliere - in questo modo si giustifica ogni situazione esistente, senza possibilità di modificarla».
«Il piano è stato redatto nel rispetto dei criteri previsti dalla legge, senza alcuna forzatura o imposizioni di scelte politico-amministrative - risponde Mario Arcelloni - le motivazioni per la individuazioni delle aree sono state esclusivamente tecniche».
Enrico Barberis