Ora i progetti sono due La Regione sbloccherà i fondi
LOMELLO.Due progetti diversi, due ipotetiche aree di insediamento, un benefattore da 750mila euro in perenne attesa di riscontri concreti, il blocco dei contributi integrativi da parte della Regione: la vicenda del Gerontocomio Lomellino, la fondazione che ospita quaranta anziani ospiti, si fa intricata. Quasi paradossale. La Fondazione, eludendo un primitivo progetto per la nuova casa di riposo predisposto con la spesa di 150mila euro dalla famiglia benefattrice di Pietro Magnani, ha fatto realizzare dallo studio di architettura Gregotti di Milano un nuovo progetto. Ora la Fondazione presieduta da Giovanni Rigoni è andata a sanare una vecchia pendenza, quella che ha costretto la Regione Lombardia a 'congelare" le integrazioni alle rette per i 40 utenti rasentando il collasso della gestione finanziaria. In effetti, Provincia ed Asl hanno finalmente preso visione di un progetto tecnico di massima per la costruzione del nuovo Gerontocomio, in linea con i rinnovati standard regionali. Basterà per sbloccare il 'congelamento" dei fondi integrativi delle rette? Lo deciderà la Regione. Ed il piano finanziario di copertura delle spese? Al momento non è stato ufficializzato ed anche questa suona come una inadempienza che potrebbe anche ritardare la riattivazione dell'elargizione dei fondi. Ma una strategia sembra però esistere, almeno nelle intenzioni. Pare che la Fondazione voglia alienare l'attuale struttura; quindi edificare la nuova casa di riposo nell'area di Villa Maria (di cui già dispone per lascito della proprietà); beneficiare poi di quanto ancora disponibile dalla donazione-Magnani (oggi 600mila euro, vista la spesa risultata poi inutile per il primo progetto da 150mila euro); infine cointeressare una cooperativa di servizi novarese che anticiperebbe, in cambio della gestione della struttura, la somma eventualmente mancante. Ed in Comune? Nessun atto, né progettuale, né finanziario, è stato presentato. E cosi anche l'ente locale ha proseguito sulla strada tracciata in passato: il nuovo Prg ha infatti previsto l'area del nuovo insediamento nella zona di via 20 Settembre. E cosi il paradosso si fa ancor più palese: dopo due progetti già pagati, anche due aree diverse indicate dalla stessa Fondazione in Villa Maria e dal comune in via 20 Settembre; l'assenza di un piano finanziario per copertura dell'opera fa il colmo. Certo è che da mesi le più varie divergenze si intrecciano e le idee appaiono ancora nebulose.
La Fondazione spera almeno che la Regione riprenda ad erogare le indispensabili integrazioni alle rette. Per continuare a vivere in attesa delle decisioni definitive.
Paolo Calvi