Il capolavoro di Roth diventa teatro
PAVIA. Parabola sull'esistenza intesa come continuo atto d'amore del Creatore verso le sue creature, comprese quelle che più delle altre sembrano toccate dalle avversità della vita, 'La leggenda del santo bevitore" è il racconto-testamento di Joseph Roth, scrittore nativo della Stiria, emigrato in Francia per sfuggire al trionfo nazista, morto a Parigi consumato dall'alcol, ma non dalla disperazione. Questo suo ultimo lavoro è diventato ora racconto teatrale con canzoni, che sarà proposto in per una serata benefica a favore dell'Avsi - Associazione Volontari per il Servizio Internazionale.
Trasferito a Milano (con la Senna sostituita dai Navigli, i bistrot dalle antiche osterie, la chiesa di S. Maria di Batignolles dall'Abbazia di Chiaravalle che ospita le spoglie di Santa Teresa di Lisieux in uno dei suoi tanti viaggi in Europa), il racconto svolge un discorso di alta spiritualità lavorando su un materiale di umana debolezza.
Ne è protagonista Andrea, un ex-minatore giunto nella metropoli spinto dall'illusione di iniziare una nuova vita. Invece, è finito solo ed emarginato, costretto a condurre l'esistenza precaria e marginale del clochard: unica amicizia il vino bevuto nelle 'piole" per scaldarsi le membra intorpidite dalle notti passate all'aperto, avvolto in qualche giornale pescato nei cestini dei rifiuti. Un giorno, un misterioso personaggio lo aiuta chiedendogli in cambio una promessa: restituire alla statua della 'Piccola santa" il denaro prestatogli.
Uomo integro e con un forte senso dell'onore, Andrea si impegna a rimborsare il debito, ma non ci riuscirà. Sbucati da angolo remoti della sua vita tribolata e insieme piena, gli si presentano davanti persone che, per qualche tempo, gli sono state al fianco: la donna per la quale ha ucciso un amico, il vicino di banco diventato famoso boxeur, un compagno di lavoro e di bisboccia. Lo circondano. Lo incuriosiscono. Lo intrattengono. Quasi lo sequestrano, impedendogli di rispettare il suo voto. Quando farà l'ultimo tentativo di rendere i soldi, lo coglierà la morte, resa serena da un'ultima visione di una bambina nella quale egli identifica la santa... Un racconto di pochi fatti, di grande, sensibilissima introspezione, di accuratissima atmosfera. Con una tematica impegnativa e complessa, di affascinante e intrigante ambiguità, in cui convivono fluidamente prodigi e bassezze, miserie e aspirazioni alla salvezza, e con un protagonista la cui"santità" consiste nella purezza di cuore con cui si fa carico delle proprie debolezze e delle proprie colpe. (f. c.)
LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE dal racconto di Joseph Roth, con Carlo Pastori, Marino Zerbin; regia di Carlo Rossi. Domenica (ore 21) al Teatro Fraschini di Pavia.