Coe voleva rodarsi Cosi nacque la gara
Sergey Lebid è il protagonista annunciato della Scarpa d'Oro. Con lui la gara torna alla sua origine europea. La gara nacque nel 1980 da un'idea di Sebastian Coe, ora lord inglese e presidente della candidatura olimpica di Londra per i Giochi del 2012. Correva il 1980 e Sebastian Coe venne incoronato primo re della Scarpa d'Oro in Piazza Ducale in una bellissima giornata, era il 7 aprile. Solo un paio di mesi prima nessuno avrebbe mai detto che Vigevano sarebbe stata l'ambiente per una gara su strada. Infatti la decisione di organizzare la prima Scarpa d'Oro venne decisa solo tre settimane prima a Legnano, durante un pranzo al quale era presente lo stesso Coe, il quale aveva espresso il desiderio di partecipare, alla vigilia della «5 Mulini», ad una competizione su strada di circa 7 km nella prima settimana di aprile. Niente del genere era in programma, ma Gianni Merlo e i dirigenti dell'Atletica Vigevano decisero di cogliere la palla al balzo per avere nella città ducale Coe e un organizzarono una per Pasquetta, l'unica data possibile. Il giorno di Pasqua, il primo ad arrivare a Vigevano è il padre di Coe, dall'Inghilterra, accompagnato da un giornalista e un fotografo del quotidiano britannico Daily Mail. La sera giunge da Roma, accompagnato da un altro giornalista del Daily Express, Sebastian Coe. Subito emergono le prime perplessità sul percorso. Si teme che il circuito irregolare, ricavato nel centro storico cittadino che possiede però il fondo in pavè, possa danneggiare le delicate articolazioni del fuoriclasse inglese. L'unica soluzione possibile è quella cambiare il percorso, in quanto appare subito chiaro a tutti che la salvaguardia delle delicate muscolature dell'inglese Coe viene prima di ogni altra cosa. Non è facile stravolgere il tracciato la mattina di Pasquetta, a poche ore dall'inizio della gara, quando le transenne, tra l'altro, sono state oramai collocate sull'intero percorso ed il servizio d'ordine è stato già predisposto nei minimi particolari. Di fronte però alla prospettiva che Coe possa rinunciare alla gara e assistervi solo come spettatore, gli organizzatori giocano il tutto per tutto. Con l'aiuto di un vigile urbano il gruppo va in Comune. Qui il sindaco fa notare il problema della viabilità, per la quale si rende necessario un garante, ruolo che viene assunto dall'assessore allo sport. Con un camioncino si spostano le transenne e con un autoparlante si annuncia che l'itinerario è stato variato. Alle 11 Piazza Ducale è semivuota, mentre Coe e gli altri trotterellano impazienti, ma mezz'ora dopo le persone però sono quasi diecimila. Coe impone subito la sua falcata leggera che sembra sfiorare il terreno. La gente lo incita e lui risponde facendo il vuoto. Solo Alberto Cova tenta di tenergli testa e ci riesce per buona parte del tracciato per poi però crollare e farsi superare anche da Marco Marchei. Sul fondo duro di Vigevano Coe chiude in 20'59"8.