«E' stata un'esperienza indimenticabile»
PAVIA. Stanno tornando. Stanchi, anzi esausti, ma felici. Sono i 161 giovani pavesi che hanno partecipato al pellegrinaggio a Roma. Alcuni di loro hanno potuto vedere la salma del Papa. Ma ecco il racconto di don Andrea Migliavacca, il responsabile della pastorale giovanile, raccolto mentre i tre pullman che erano partiti martedi sera da piazzale della Stazione stavano rientrando a Pavia.
«Eravamo in 161 - dice don Migliavacca -: tutti molto motivati. Siamo andati a Roma non per una gita ma per un vero e proprio cammino spirituale di crescita. E' stata un'esperienza unica, che non dimenticheremo mai più nella nostra vita. Siamo partiti martedi sera intorno alle 22 e siamo arrivati all'alba allo stadio Olimpico. Ci siamo potuti mettere in coda alle 7.30 di ieri (mercoledi, ndr) e siamo rimasti in coda per diciotto ore. Non eravamo tutti insieme, perchè la massa era veramente incredibile e non siamo riusciti a mantenere unito il nostro gruppo».
«Alcuni di noi - continua - erano più avanti, altri più indietro. Un centinaio di giovani pavesi sono riusciti a varcare la porta della Basilica e a sfilare davanti alla salma di Giovanni Paolo II. Io non era fra quelli, ma nel gruppo della sessantina di giovani che erano più indietro. Quelli che sono riusciti a entrare nella basilica ed a sfilare davanti al feretro del Papa sono passati davanti a lui all'1.30 di notte, dopo diciotto ore. Hanno raccontato che è stata un'emozione incredibile. Sono sfilati per qualche secondo, non di più, appena il tempo di vedere il volto, la persona, i paramenti rossi, e poi il flusso di folla li spingeva via. Io invece ero con il gruppo che ha dovuto fermarsi davanti all'obelisco di piazza San Pietro. Purtroppo all'1.30 di notte hanno chiuso le porte e siamo rimasti fuori, e non abbiamo potuto sfilare davanti alla salma del Papa. Ma siamo tutti felici, perchè non conta essere riusciti a compiere l'ultimo atto. L'importante è aver compiuto questo pellegrinaggio, un pellegrinaggio alle radici della nostra religione. Adesso abbiamo davanti a noi questa stella che è la figura di Papa Wojtyla che non ci abbandonerà più».
Ecco ora la testimonianza di Matteo Boiocchi, uno studente di Stradella che si è unito ai giovani della pastorale diocesana: «Si. L'ho visto. Ho potuto sfilare davanti alla salma del Papa. Ero nel gruppo più avanti, tra quelli che sono riusciti a entrare nella basilica e ha visto chiudere dietro di sè le porte. Sono passato davanti a Papa Wojtyla intorno a mezzanotte e mezza. Sono stati dieci secondi. Non di più. La folla dietro di noi spingeva in maniera incredibile. Una coda imponente ma ordinata».
«Sono anche arrabbiato - prosegue Boiocchi - perchè mentre alcuni avevano interpretato questa avventura come doveva essere, cioè come un pellegrinaggio, per altri invece era soltanto una gita. Ho visto delle cose ignobili. Ho visto gente che scattava la foto della salma col telefonino, quando nella basilica non si poteva. Sono molto arrabbiato per questo e credo che non sia questo il modo in cui interpretare un pellegrinaggio. Per quanto riguarda me, comunque, è stata un'esperienza bellissima, edificante, che non dimenticherò».
Ecco ora la testimonianza di Giulio Assanelli, uno studente universitario di Chimica: «Purtroppo non ero tra i fortunati che hanno potuto vedere la salma del Papa. Per cui mi sono fatto dodici ore di coda, e non ho potuto raggiungere il risultato finale. Ma non sono spiaciuto. Ho partecipato non a una gita ma a un pellegrinaggio che ha dato vigore alla mia fede e alla mia vita. Sembra paradossale, ma è cosi. Questo è lo spirito di tutti coloro che hanno partecipato a questo bellissimo viaggio a Roma e che non sono riusciti a coronare il sogno finale. Ma l'importante non era il risultato. Era partecipare a un'avventura unica di fede ed alla riscoperta di noi stessi. Adesso non siamo qui a interrogarci su chi sarà il nuovo Papa. Noi siamo fiduciosi nello Spirito Santo. Sappiamo che indicherà la persona giusta. Del resto, quando Papa Wojtyla è stato eletto non era nessuno, non era considerato nei pronostici, eppure è stato scelto lui, e ha fatto quello che ha fatto. Quindi anche stavolta sarà cosi. Non conta il dibattito politico: contano le preghiere dell'intera comunità cristiana e conta la scelta dello Spirito Santo che sicuramente indicherà la persona giusta a ricoprire il posto che è stato di Giovanni Paolo II. Torniamo a Pavia tutti più nobili: grazie a chi ha organizzato questa magnifica avventura».