Azzaretti: Medicina ok, ora un rettore forte
PAVIA. «L'intesa con la facoltà di Medicina è solida. Ora speriamo in un rettore dell'Università forte e autorevole, in grado di proseguire l'opera di Schmid». Parla il commissario straordinario del San Matteo Giovanni Azzaretti, che è anche una sorta di 'convitato di pietra" nella partita elettorale per la poltronissima dell'ateneo. Per Azzaretti e il policlinico è un momento straordinariamente felice. Oggi è al Quirinale con l'oncoematologo pediatrico Franco Locatelli per ricevere dal presidente della Repubblica le due medaglie d'oro al merito della sanità assegnate al S. Matteo.
Sembra che Locatelli abbia eseguito con successo il secondo trapianto con le cellule staminali arricchite, sul quale per ora è mantenuto uno stretto riserbo. L'annuncio sarebbe imminente.
Dottor Azzaretti, quale valore ha il duplice riconoscimento che riceverete domani da Carlo Azeglio Ciampi nella Giornata Mondiale della Sanità?
«Un valore enorme, che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, quanto sia apprezzata in campo nazionale e internazionale l'eccellenza del San Matteo».
Come vede la partita per il futuro rettore?
«Istituzinalmente non la vedo per niente. Nel senso che, come San Matteo, non abbiamo un'opinione, ovviamente. Ma una speranza si, la nutriamo. In questo momento cosi favorevole, cosi irripetibile, cosi pieno di realizzazioni e di progetti per il nostro ospedale, un rettore molto autorevole e molto intraprendente aiuterebbe il progresso della nostra impresa. Anche per confermare il solido patto d'azione stabilito con il preside della facoltà di Medicina Alberto Calligaro».
Quale rettore? Un professore di Medicina?
«Da osservatore dico: è molto, molto improbabile. In ogni caso, ribadisco, non entro in questi discorsi».
Pace fatta con Calligaro?
«Si, il clima è sereno. Si apre una fase assai favorevole per Pavia con l'accordo pieno che abbiamo raggiunto con Calligaro».
Quali sono i punti dell'intesa?
«Abbiamo concordato che, per saltare sul treno dello sviluppo, dobbiamo mettere insieme energie e risorse per realizzare il massimo di eccellenza nelle apicalità in tre settori decisivi per il futuro del San Matteo: oncologia, radioterapia e medicina nucleare. In ciascuno di essi è necessario avere i migliori primari possibili, scelti d'intesa con la facoltà di Medicina. Per medicina nucleare la soluzione è già avviata, tant'è che è stata bandita la selezione pubblica per la scelta del primario, che avverrà appunto d'intesa con la facoltà».
Mentre è partita l'operazione Cnao, la realizzazione del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, qualche nube sembra profilarsi a Milano. Umberto Veronesi ha annunciato la sua Cittadella della Scienza per la cura dei tumori. Vi sentite minacciati da un concorrente?
«Assolutamente no. Nessun problema. Anzi, prevedo proficue collaborazioni, cosi come con tutti gli ospedali della Lombardia e d'Italia. Il processo di modernizzazione del San Matteo procede con sicurezza, mattone dopo mattone. Entro la fine del 2007 avremo risolto in modo soddisfacente il problema della recettività alberghiera da cui trarranno vantaggio i degenti e il personale. Il Cnao sarà il primo centro di adroterapia in Italia all'avanguardia della tecnologia e dell'applicazione clinica. Consentirà di trattare casi difficili: i tumori vicini ad organi critici e quelli radioresistenti. In Europa ce n'è un altro in costruzione a Heildelberg e nel mondo vi sono due soli centri già funzionanti in Giappone. L'operazione San Matteo però ha altri due capitoli, che vorrei brevemente ricordare».
Prego.
«C'è stata la conclusione dell'ipotesi di bandire il concorso di idee per il riutilizzo delle cliniche dismesse, una volta completata la costruzione delle torri. Si realizzeranno minialloggi per parenti di pazienti e studenti della facoltà di Medicina. Ed è stato fatto il bando dei parcheggi. Insomma, il San Matteo decollerà con attività assistenziali di prim'ordine e servizi all'altezza. E grazie al nuovo clima instaurato con la facoltà e, speriamo, con il futuro rettore».