Il giro losco delle «cartiere»

STRADELLA.Un filo che lega la Polonia all'Oltrepo, ma soprattutto un fitto intreccio locale di fatture false creato ad hoc da società che hanno vita corta, di solito senza un recapito se non l' indirizzo privato di un prestanome. E' il giro losco delle 'cartiere" perché producono carta, ovviamente falsa e con l'unico obiettivo di frodare il fisco. Un paio di milioni di euro sin qui sottratti, ma l'indagine della Guardia di Finanza di Stradella agli ordini del luogotenente Bruno Pasquale e coordinata dal colonnello Nicola Deodato, comandante provinciale della 'fiamme gialle", è tutt'altro che conclusa. D'altronde, nonostante il rigido top secret sulle indagini, anche questo filone che ha già provocato due denunce (una riguarda un insospettabile pensionato), sarebbe scaturito da un'altra inchiesta, pure ancora in pieno svolgimento, sempre da parte della Guardia di Finanza. C'è e chi, come attività illecita ha quella di vendere fatture false. Ovviamente dopo averle prefabbricate ad arte. Dall'importo delle fatture 'fasulle", le società fantasma o 'cartiere" trattengono una percentuale, da pagarsi in contanti da parte di chi chiede questo tipo di servizio illecito, attorno al 10% dell'importo della fattura stessa. Insomma un lucroso, seppur non legale, guadagno.
Ma chi, in genere, si avvale di questo tipo di servizio illegale? C'è chi, con fatture false, attraverso un circuito di altrettanti falsi movimenti di import ed export, punta costituirsi 'fondi neri" o riserve finanziarie occulte all'estero. Una volta andava di moda la Svizzera che non ha cessato di esercitare un fascino particolare in tal senso, ora spuntano, a raffica, anche Paesi dell'Est europeo. Una seconda ragione per cui, anche ditte di provata e reale solidità, avrebbero, in alcuni casi, fatto ricorso a questa sistema fraudolento.