Lodi, sindaco della Margherita
LODI.A Lodi non ci sarà bisogno del ballottaggio: il candidato dell'Unione è infatti stato eletto sindaco con il 54,14% delle preferenze al primo turno.
Si tratta di Lorenzo Guerini, 38 anni, esponente della Margherita. Il candidato della Casa delle Libertà, Mauro Rossi, capogruppo uscente della Lega Nord, ha raccolto il 44,08% dei voti. L'elezione di Guerini ha capovolto il risultato ottenuto in città dal centrodestra nelle elezioni regionali, che nei 43 seggi ha raggiunto il 52,19% contro il 44,52 del candidato dell' Unione.
Con l'elezione del sindaco, il centrosinistra si conferma quindi alla guida del Comune di Lodi, che negli ultimi due mandati è stato retto da Aurelio Ferrari, a sua volta esponente della Margherita. Il neosindaco, laureato in economia politica all'Università Cattolica di Milano, ha ricoperto per due mandati la carica di presidente della Provincia di Lodi. «I lodigiani - ha commentato Guerini - hanno premiato il buon governo del centrosinistra e il radicamento nel territorio comunale e provinciale. Il responso delle urne è stato superiore a ogni più rosea aspettativa, con un recupero di oltre dieci punti rispetto alle elezioni regionali. E' la prima volta, nella storia democratica di Lodi, che non si deve ricorrere al turno di ballottaggio».
«Imprevedibilmente - ha dichiarato il candidato del centrodestra, Mauro Rossi - sono mancati 7 punti percentuali dei partiti della Casa della Libertà, mentre più che positivo è stato il consenso ottenuto dalla Lega Nord, che ha raddoppiato la presenza in Consiglio comunale, passando da 3 a 6 consiglieri». «Per il nostro impegno - ha concluso Rossi - abbiamo ricevuto i complimenti del segretario nazionale Giorgetti che ha apprezzato l'aumento dei consensi verso la Lega, divenuta a Sant'Angelo Lodigiano e in altri comuni della provincia, il primo partito».
Al primo posto tra i partiti del centrosinistra che hanno sostenuto Guerini, C'è la Margherita con il 15,46%, seguita dai Ds (15,40%), da Alleanza per Lodi (8,40%), Rifondazione comunista (4,17%), Circolo Archinti Sdi (3,11%), Comunisti Italiani (2,53%) e Italia dei Valori (1,63%). Nel centrodestra al primo posto Forza Italia con il 22.06%, poi Lega Nord (13,60%), An (4,99%) e Udc (4,40%). Il terzo candidato sindaco, Gianmario Invernizzi, di Alternativa sociale, ha ottenuto l'1.78%.
Si andrà invece al ballottaggio per eleggere il sindaco di Mantova, dove è in testa Fiorenza Brioni, sostenuta dall'Unione, ex funzionario del Pci e ora dirigente dei Ds locali, titolare di un ristorante, che ha ottenuto 46,21% delle preferenze. Il candidato della Casa delle Libertà, Roberto Vassalle, avvocato civilista, ex consigliere comunale missino fino ai primi anni '90 e poi a lungo lontano dalla politica, ha raccolto il 37,21%.
Dopo i candidati di Cdl e Unione, a Mantova risultano molto staccati gli altri cinque aspiranti sindaco. Matteo Caddi, funzionario pubblico ed esponente di Rifondazione, ha raccolto l'8,99%, mentre Aldo Azzali, esponente di Alternativa sociale, lo 0,85%. Molto distanziati anche i tre candidati appoggiati da raggruppamenti civici: Sergio Conte, a capo di una lista ispirata dal no alla centrale Turbogas, ha raccolto il 2,68%; Giorgio Saggiani, ex presidente del Consiglio comunale di Mantova, l'1,87%; Sergio Ciliegi, di Forum, il 2,20%. La lista Uniti per l' Ulivo ha raggiunto il 41,32% (alle europee fu il 41,9).
Mantova è l'unico capoluogo in Lombardia dove Ds, Margherita, Sdi e Repubblicani europei, in questo caso anche con Udeur, federalisti europei e una lista civica, si sono fusi nella lista ulivista. Forza Italia e passata dal 18,9 al 17,39%. In miglioramento, invece, la Lega Nord, dal 5 al 6,34%.