Chiude il «Centro giovanile»


PAVIA. Sulla parete è rimasta solo l'ombra della targa. Il Centro giovanile diocesano, di fatto, non esiste più. A fine anno avrebbe raggiunto la 'maggior età": il Cgd infatti era stato aperto nel 1987, diciotto anni fa. «Non si tratta di una soppressione - rassicura subito il vescovo, monsignor Giovanni Giudici - ma di una trasformazione. In via Menocchio, dove sono in corso lavori di ristrutturazione, sarà realizzata la Cappellania Universitaria, un luogo dedicato alla pastorale».
Già prima di Natale il vescovo aveva nominato due responsabili per la preparazione della Cappellania: don Giulio Lunati, pavese, coadiutore in Borgo e docente di matematica e fisica al liceo San Giorgio e don Antonio Montanari, docente alla Facoltà Teologica di Milano. Nel frattempo il Centro giovanile è fermo. Nessuno lo frequenta. L'incarico di costruire un nuovo piccolo mondo della fede fu affidato alla fine del 1987 a don Matteo Zambuto, ordinato sacerdote 5 anni prima. Da ieri don Matteo è parroco di Borgarello. «Ma il Centro diocesano non era don Matteo. Sono stati i ragazzi la vera anima...» chiarisce subito il sacerdote. E i giovani confermano: «Sapevamo della possibilità che il don avesse prima o poi un incarico parrocchiale - spiegano - E per quanto fossimo dispiaciuti di una sua partenza, per il cammino fatto insieme in questi anni, abbiamo creduto fino all'ultimo si potesse mantenere il centro aperto. Purtroppo non è stato cosi...». E la prospettiva della chiusura ha, mese dopo mese, disincentivato i frequentatori. Anche se dove pulsava il Cgd nascerà una 'Cappellania universitaria" le presenze si sono assottigliate. «Siamo rimasti in 50-60 alla fine...». Poi si sono sciolti, con la promessa di continuare a lavorare insieme. Dove è ancora da decidere. Nella sede del Cgd - i verbali conservati negli armadi lo testimoniano - si è lavorato molto in questi anni. Tre i gruppi che, nati dalle tre parole suggerite dal vescovo Volta, si erano messi all'opera. 'In cammino" era il gruppo culturale: quello che con spirito critico sviscerava problemi di attualità, organizzava incontri e conferenze. Ultimo quello sulla fecondazione artificiale, mentre è mancato questa volta l'ormai consueto 'laboratorio di politica" che in vista di ogni elezione radunava i candidati attorno a una tavola rotonda. 'Piccolo pianeta" è nato invece da un gruppo di ragazzi e genitori che hanno sostenuto il primo progetto embrionale di commercio equo e solidale: uno spaccio di zucchero, caffè, cacao. Fu tra i primi a organizzare una raccolta di riso nelle scuole da spedire poi in Uganda. E infine il terzo gruppo, l'anima più spirituale del Cgd, 'Ora Decima", che animava le messe di Natale, Pasqua e il carcere e pianificava le giornate mondiali della gioventù.

Maria Grazia Piccaluga