Gli esperti dell'Fbi ancora nella villetta

COGNE.Sono tornati anche ieri mattina nella villetta di Montroz, a Cogne, i periti nominati nell'ambito dell'inchiesta 'Cogne-bis", sul presunto tentativo di inquinamento delle prove nelle indagini sull'assassinio di Samuele Lorenzi, ucciso il 30 gennaio 2002. I consulenti, nominati dal gip Piergiorgio Gosso, dai pm Maurizio Laudi e Giuseppe Ferrando, e dalla difesa degli undici indagati (con accuse di frode processuale e calunnia) e due esperti della Fbi hanno iniziato il sopralluogo ieri mattina e sono rimasti dentro la villetta fino a sera. I due agenti americani, Richard Vorder Bruegge e Brendan Shea, hanno analizzato le numerose macchie di sangue e le altre impronte trovate sia sulla porta della camera da letto, dove è stato ucciso il bambino, sia nel garage. I periti hanno l'incarico di stabilire se parte di quelle tracce sono state lasciate dall'assassino oppure 'costruite" ad arte per depistare le indagini. Macchie e impronte che hanno fatto scattare nei confronti della difesa l'incriminazione di calunnia e frode processuale.
E sono tredici i quesiti ai quali i periti dovranno rispondere per chiudere anche questa parte dell'inchiesta che vede già condannata la madre di Samuele, Anna Maria Franzoni, a 30 anni per aver ucciso il figlio. Foto, analisi e accertamenti delicati che i due agenti della Fbi stanno compiendo utilizzando tutte le loro tecniche di rilevamento.
Ma il loro comportamento ha suscitato le proteste dei periti della difesa che sono stati esclusi in parte durante il sopralluogo. (r.r.)