Tutta la diocesi prega per il Papa
VOGHERA. Il vescovo di Tortona, monsignor Martino Canessa, i parroci di Voghera, il rettore del seminario tortonese, tutti hanno pregato sino all'ultimo per il Papa. Pregato e riflettuto su una straordinaria figura: un pontefice che lascerà una traccia, profonda, nella storia. E' di questo avviso, per esempio, il rettore del seminario, don Gianfranco Maggi: «Per capire l'importanza della sua azione, del suo pontificato, si dovrà attendere del tempo. Ciò che ha fatto è troppo importante perché possa essere compreso appieno. Senz'altro Giovanni Paolo II è stato un uomo dalla grande personalità».
Don Bruno Nobile, parroco di Medassino, nonché vicario della città, osserva che «la gente ha partecipato senza enfasi, ma con grande passione alle sofferenze di Giovanni Paolo II. Com'è giusto che sia». Aggiunge infatti don Bruno: «Sono convinto che uno dei compiti della Chiesa sia quello di trasmettere equilibrio, una delle grandi virtù del genere umano. Ecco, io intravedo questo equilibrio in chi, in questi drammatici giorni, prega per il Santo Padre. Papa Giovanni Paolo II ha offerto una straordinaria testimonianza: di come è possibile accettare la sofferenza, la malattia. La sua è una testimonianza di umiltà, d'altronde l'accettazione della malattia, delle infermità, viene da lontano. Non bisogna infatti dimenticare l'attentato. Però ha sopportato tutto con volontà ferrea», conclude don Bruno. «La gente è profondamente coinvolta - spiega dal canto suo don Giuseppe Piaggi, parroco di Pombio -, prega per questa grande figura, per questo grande Papa». Anche il parroco del Duomo, don Gianni Captini, trova conforto nella preghiera: «In ogni messa rivolgiamo una preghiera al Santo Padre». Monsignor Piero Castioni, parroco di Torremenapace, già cappellano militare per 37 anni, dice: «Durante le celebrazioni preghiamo per aiutare il Papa, che ha sempre fatto la volontà di Dio». Don Mario Balladore, parroco di Oriolo, non ha dubbi: «E' l'unico Papa che è riuscito a comunicare profondamente con la gente, con una capacità straordinaria: un grandissimo comunicatore, che trasmetteva qualcosa di sovrumano». «Domani (oggi per chi legge, ndr) - spiega don Roberto Polimeni, parroco di San Pietro - si terrà in parrocchia un incontro tra gli operatori della congregazione di don Orione. A questo punto non possiamo cancellarlo, ma l'incontro sarà l'occasione per pregare e riflettere. Cosa mi ha colpito maggiormente di Giovanni Paolo II? La sua capacità - risponde don Roberto - di trasmettere con i gesti ciò che sentiva e diceva con le parole». Il vescovo di Tortona, monsignor Martino Canessa, ha celebrato una messa per il Papa ieri sera nella cattedrale di Tortona. In mattinata era a Stradella per l'ultima tappa del pellegrinaggio diocesano della reliquia di Santa Chiara. Un'occasione gioiosa, quella di ieri, che si è trasformata in un momento di raccoglimento e poi commozione per la scomparsa di Giovanni Paolo II. Un'esortazione alla preghiera per il Pontefice è venuta dal vescovo, che ieri ha anche ricordato la Santa: «Santa Chiara, pure dopo otto secoli, ci tramanda insegnamenti e messaggi sempre attuali, validi e straordinariamente veri». Cosi, in uno dei passi dell'omelia, il vescovo, nel corso della solenne funzione religiosa che si è tenuta ieri nella chiesa parrocchiale di Stradella, ha ricordato la figura della Santa che, ancora oggi, è esempio di altruismo e di dedizione al prossimo. Alla solenne cerimonia, officiata dal vescovo e con la partecipazione del parroco, don Pietro Lanati e di don Ermanno Ariata, hanno preso parte, fra i tanti fedeli, tutti gli alunni iscritti ai corsi ed al liceo europeo dell'istituto appunto dedicato a Santa Chiara. La sacra reliquia di Santa Chiara è stata, prima che a Stradella, venerata a Tortona, Novi Ligure e a Casei dove, all'interno della parrocchiale, c'è un affresco di fine del XVI secolo, opera di Scipione Crespi. Il vescovo di Tortona ha anche ricordato l'esempio di Santa Chiara, visto che, al mondo, l'ordine delle Clarisse, istituito nel 1218, è ancora oggi fra le congregazioni più attive e numerose.
(ha collaborato P. Ravizza)