Berlusconi inaugura la Fiera, Fuksas assente
MILANO.Cosa sarebbe una inaugurazione senza banda? E allora, finiti i discorsi ufficiali, intervallati da letture di illustri milanesi come Manzoni, Cattaneo e Testori, via con l'inno di Mameli per celebrare il nuovo Polo fieristico milanese che, con la grande vela ideata dall'architetto Massimiliano Fuksas, oltre ad essere la fiera più grande d'Europa è anche una delle più belle opere di architettura realizzate in questi anni.
La cerimonia di inaugurazione, alla quale è intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stata sobria e la polemica dei giorni scorsi per la data scelta, a ridosso delle elezioni è scivolata via, almeno nei discorsi ufficiali.
E' toccato a Berlusconi tagliare il nastro dopo che il 6 ottobre del 2002 aveva posato la prima pietra (e prima del taglio ha incontrato i gemellini di Rho nati proprio quel giorno).
«E' la prima volta - ha detto il premier dopo una passeggiata lungo la promenade che si trova sotto la vela e che lui auspica venga ribattezzata con un nome italiano sempre femminile - che taglio un nastro di una cosa che non ho fatto io con dentro l'orgoglio di essere qui a farlo». Una grande opera che esalta, secondo Berlusconi, la propensione tipica di Milano al lavoro come aveva scritto Giovanni Testori: «Laurà, laurà - ha detto in dialetto milanese -. Anche la mia mamma un giorno mi ha detto 'Te lauret semper'. Pensate, sembra latino, invece è milanese». Una grande opera - ha sottolineato Berlusconi - che è stata realizzata grazie alla stabilità del suo governo: «Noi abbiamo avuto la capacità di restare per cinque anni. Se in Italia non sono state realizzate grandi opere non è per demerito di chi ci ha preceduto. Nessun uomo che arriva al governo e sa che durerà poco più di un anno avrebbe avuto la capacità di trasformare delle idee in opere concrete». E ha assicurato che alla fine della legislatura le realizzazioni delle grandi opere raggiungeranno il 57%.
Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha parlato di messaggio di ottimismo lanciato a tutta Europa: «Questa fiera non solo è una promessa mantenuta, ma una promessa che ulteriormente confermiamo e lanciano verso il futuro: rendere sempre più forte e competitivo il territorio lombardo». Mentre il sindaco Gabriele Albertini ha definito la nuova fiera «espressione di un pragmatismo costruttivo che qualcuno chiama riformismo ma che si può chiamare cultura del fare».
Anche gli amministratori del Centrosinistra, Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, e i due sindaci di Rho e Pero, Laura Pessina e Augustangela Fioroni hanno voluto sottolineare l'importanza della nuova Fiera e del metodo, quello del general contractor, che è stato utilizzato.
«E' un'opera grandiosa - ha detto Penati - la cui realizzazione è stata possibile grazie all'attuazione di un modello di cooperazione tra pubblico e privato, che ha potuto contare nel corso degli anni sull'appoggio di governi nazionali e amministrazioni locali di diverso colore».
Una giornata di festa ma con l'insidia della polemica dietro l'angolo, compresa la diretta televisiva della Rai a due giorni dal voto ma i discorsi dei politici, compreso quello del premier, non sono stati trasmessi: «Una polemica scorretta - ha precisato il direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo - perchè rispettiamo la par condicio e poi l'inaugurazione della Fiera non è nè di destra nè di sinistra, è normale comunicazione d'impresa». Tra l'altro Formigoni ha contestato proprio alla Rai di «essere stato oscurato».
Tutto bene dal palco, poi nel disordinato deflusso è stato il premier ha ritornare sulla polemica dopo che Fuksas aveva ribadito l'inopportunità della cerimonia a due giorni dalla elezioni, giustificando cosi la sua assenza. «Ha perso una grande occasione - ha detto Silvio Berlusconi -. La sua è stata scelta inopportuna. Mi sembra che abbia incrementato il suo reddito di trenta miliardi. Non vedo come questa mattina potesse restare con il portafoglio a destra e il cuore a sinistra».