Pesato: «In Regione per aiutare gli agricoltori e i pendolari»


PAVIA. Quando qualche partito era ancora alle prese con le scelte dell'ultima ora, e quando la gran parte dei candidati doveva ancora passare dalla tipografia di fiducia a ordinare i santini, quando insomma la campagna elettorale era ancora da iniziare, la faccia di Vittorio Pesato era già sui muri e sui cartelloni di mezza provincia. In particolare, Pesato incombeva sugli automobilisti di passaggio da un immane manifesto incollato sul pilone della tangenziale a San Martino. Era lo stesso golden-boy di An candidato alle Europee un anno prima. E ora replicato in migliaia di copie in vista delle elezioni regionali, dove punta al Pirellone facendo una spietata concorrenza interna a Carlo Nola.
Le ripropongo le domande che si saranno fatti migliaia di pavesi. Tipo: ma questo Pesato chi è?
«Ho 30 anni, sono nato a Torino, ho vissuto nel Monferrato, dal 1996 abito a Pavia e mi considero pavese di adozione. Sto preparando la tesi in Farmacia. Un po' in ritardo, certo, ma non è facile conciliare i tanti impegni politici con lo studio».
Dicono che lei si stia dando parecchio da fare.
«Sono vicepresidente nazionale di Azione Universitaria, sono nel direttivo nazionale dei giovani di An e nel Consiglio nazionale universitario. E poi collaboro con il ministro delle Risorse agricole Alemanno e con il viceministro alle Attività produttive Urso. Mi occupo di vari progetti, tra cui quello delle sinergie con il Ministero dell'Università».
Più che studente, lei è politico a tempo pieno.
«Non posso ancora definirmi cosi. Di certo mi piace molto fare politica e stare in mezzo alla gente. E io qualche risultato lo posso vantare. Pavia è diventato il laboratorio della destra universitaria italiana, e io potrò dire di averci lavorato tantissimo. La spinta che ha portato Azione Universitaria a proporsi in tutti gli atenei italiani è partita proprio da qui».
Il partito gliel'ha riconosciuto. Prima le Europee, ora le Regionali. Due belle chance.
«Alle Europee ho preso 7mila voti nel collegio, di cui 1.300 in provincia. E comunque non voglio parlare solo di me. Dietro di me c'è un movimento di forze giovani che si danno da fare. In questa campagna elettorale ho contato 45 persone che mi hanno aiutato in qualche modo. Ragazzi di qui, ma anche di Cuneo, Novara, del sud. Da solo mica ce la farei».
A proposito, altra domanda che si saranno fatti in chissà quanti. Ma tutta questa campagna chi gliela paga?
«Personalmente ho speso pochissimo. A parte tutti i ragazzi che si prestano come volontari, il 90 per cento delle risorse arriva dalla direzione nazionale e dal movimento giovanile».
Mica male.
«An crede molto nei giovani. In un momento in cui i ragazzi si disinteressano, si isolano, non partecipano, Alleanza Nazionale sostiene con estrema convinzione candidati giovani. Il nostro entusiasmo si fonde con il patrimonio di esperienza di quelli più anziani».
In lista gli anziani non le spianeranno la strada.
«La competizione interna è legittima. Io, Nola e gli altri abbiamo tre obiettivi: far vincere Formigoni, far vincere la destra e poi, vabbe', arrivare prima degli altri.
Partirà anche qualche gomitata.
«Non mi pare che in altre liste o coalizioni le acque siano più calme. Non penso che Albergati e Porcari, per esempio, siano cosi sereni».
Quali problemi di Pavia le piacerebbe poter risolvere in Regione?
«I temi dell'agricoltura sono i più appassionanti. Alemanno è venuto due volte a Pavia non solo per sostenere Pesato, ma per rendersi conto di quali problemi ci siano per riso e vino. Mi batterò perchè al riso pavese sia riconosciuta la straordinaria qualità che ha e che oggi rischia di vedersi svilire dalla concorrenza sleale straniera. E mi batterò perchè il vino dell'Oltrepo venga finalmente conosciuto anche all'estero».
Agricoltura a parte, si è speso parecchio anche sul fronte dei pendolari.
«Oggi chi va a lavorare a Milano non ha il minimo di garanzie sui trasporti. E' tutto tempo che si ruba non solo al lavoro, ma anche alla famiglia. L'ideale sarebbe creare le condizioni perchè i giovani il lavoro lo trovino qui, ma mi accontenterei di migliorare il servizio per chi è costretto a viaggiare».

Roberto Torti