Falsa beneficenza a una Onlus Parte un esposto alla Procura


PAVIA. Le telefonate si sono susseguite, con toni prima sospettosi e poi preoccupati. Denunciavano a Federconsumatori il caso di fondi donati da privati cittadini ad una Onlus pavese finalizzati all'acquisto di pullmini per disabili, mezzi di trasporto che in tre anni nessuno ha ancora visto; denunciavano l'esperienza di una operatrice telefonica, al lavoro per pochi giorni nell'associazione: alla fine se n'è andata perchè, a discapito delle promesse, veniva pagata un tozzo di pane. Federconsumatori ha inviato lettere a Provincia e Comune, e sta preparando un esposto da presentare alla Procura della Repubblica.
I finanziamenti elargiti alle associazioni capita che finiscano in 'buchi neri", voragini delle quali, senza l'intervento delle istituzioni, è difficile individuare il fondo. Capita anche in questo caso. La Onlus in questione - ma deve essere verificato se ve ne siano altre nella stessa situazione - ha sede in centro a Pavia. Ha provveduto a stampare volantini in cui illustra le proprie finalità; puntualmente qualcuno dei suoi rappresentanti telefona a casa dei pavesi chiedendo fondi, donazioni per l'acquisto di mezzi di trasporto destinati alle persone con handicap.
A proposito di finalità, vengono indicate sei iniziative: «Tesseramento gratuito: per poter agevolare tutte quelle persone con problemi di invalidità non facendo pagare il tesseramento»: «Quattro ruote di speranza: un servizio di trasporto gratuito da mettere a disposizione per quelle fasce di persone le cui menomazioni fisiche non consentono un facile spostamento»; «Assistenza: mettere a disposizione dei soci un organico di volontariato dando loro assistenza anche di tipo medico-legale più continua e completa possibili».
L'associazione ha pubblicizzato «Punti mobili di informazione sociale»; «Linea serena anziani» per assistenza psicologica e «Numero verde nazionale» per «informazioni riguardanti le categorie protette».
«Peccato che alle richieste di denaro avanzate ai cittadini non corrisponda la realizzazione dell'obiettivo promesso», sottolineano i responsabili di Federconsumatori, che hanno raccolto segnalazioni di utenti rimasti increduli nel vedere trascorrere tre anni senza che sia stato acquistato un solo mezzo per disabile grazie al denaro da loro donato, che l'associazione aveva teoricamente destinato allo scopo.
E' rimasta incredula anche una giovane donna che per far quadrare il bilancio familiare ha deciso di rispondere all'annuncio pubblicato dalla Onlus su un giornale, annuncio che recitava: «Associazione invalidi civili cerca ragazza lavoro ufficio». Una volta sul posto, la donna si è vista presentare un'offerta al limite dello strozzinaggio: avrebbe dovuto lavorare al telefono con la promessa di una percentuale, l'8%, sul denaro che sarebbe riuscita a racimolare telefonando alla gente. In pratica, le avrebbero garantito 100 euro ogni 1.250 recuperati alla settimana. La donna ha rinunciato.
«Raccogliere fondi via telefono senza giustificare minimamente la propria attività non è certo un'operazione legale - sottolineano a Federconsumatori - E tanto meno è degna di un'associazione che ha obiettivi di questo tipo. Noi vogliamo aiutare le associazioni benefiche, ma solamente se presentano finalità chiare».
Il passo che Federconsumatori sta facendo è quello di inviare una lettera sia al Comune che alla Provincia. In quest'ultimo caso all'assessore ai Servizi sociali Vittorio Braga, responsabile del Registro provinciale delle associazioni.
Ma sin da ora i vertici di Federconsumatori stanno predisponendo anche un esposto da presentare alla Procura della Repubblica. A tale proposito hanno raccolto tutte le segnalazioni pervenute in questi giorni nella sede di via Cavallotti, segnalazioni che hanno ad oggetto proprio l'attività delle Onlus operanti in provincia di Pavia. Un esposto con il quale si propone di avviare i controlli sull'attività dell'associazione in esame, e forse anche di altre. Un campo minato.

Donatella Zorzetto