Pochi talenti: non è solo un problema di soldi

PAVIA.L'inchiesta sulla crisi dei settori giovanili è partita dalla difficoltà della Nuova pallacanestro Pavia di trovare un giovane per gli allenamenti della prima squadra. Anche senza essere un altro Fabio Di Bella. Finelli un rinforzo 'indigeno" l'ha poi trovato, è Guido Andreotti: un 30enne pavese che gioca a Broni e si allena con l'Edimes. La sua storia dimostra che i talenti ci sono, ma si possono anche perdere per strada se non si scommette su di loro. La crisi però è sotto gli occhi di tutti, resta da capire come risolverla. Per Gianmarco Cellario, coach della Maxerre Voghera, «se spunta un talento ormai è un caso perché non si insegna più la tecnica. Ora i ragazzi sono solo fonte di reddito per le società e non si fa più selezione». Ancora più duro è Giovanni Noli, giocatore di Broni (C2) e allenatore di due squadre giovanili: «E' una vergogna che nessun ragazzo di Pavia regga un allenamento con la prima squadra. Ormai i giovani sono polli di allevamento che interessano solo perché pagano le quote». Secondo Marcello Rochlitzer, responsabile del settore giovanile di Pavia, i problemi sono la carenza di fondi e la scarsa collaborazione tra società. Il mortarese Mario Poni punta il dito contro i nuovi coach, definiti «rampanti che pensano solo alla carriera». E' d'accordo coach Pier Zanotti: «In mancanza di soldi ci vuole passione per aggiornarsi, invece non succede». Per Federico Miavaldi, presidente della Cat Vigevano, è un problema di mentalità: «Agli sponsor non interessano i ragazzi e molte società preferiscono mettere in rosa un 35enne a fine carriera piuttosto che dare spazio ai giovani». Massimo Cattaneo, padre del giocatore Niccolò, apre un altro fronte: «Ho pagato 3.500 euro il cartellino di mio figlio 13enne per portarlo in un'altra società». «Tutte le squadre hanno scheletri nell'armadio», sostiene Filippo Bacchini, allenatore della promozione in A2 della Broni rosa. Per Aldo Di Bella, per nove anni dirigente a Siziano, la soluzione a tutti questi problemi è mettere Pavia alla testa di un gruppo di società alla pari. «I ragazzi migliori devono andare a Pavia, ma la Nuova non deve scipparli». Sono della stessa idea figlio Fabio, play di Biella (serie A), e Massimiliano Baldiraghi, coach delle giovanili dell'Edimes.