Un patto a due contro la contraffazione
PAVIA. Un vero e proprio patto contro la contraffazione: l'hanno stipulato Confesercenti e Federconsumatori con l'obiettivo di incidere a fondo in un fenomeno che non minaccia più solo i negozi cittadini, ma persino gli ambulanti del mercato. Il progetto, finanziato su scala nazionale dal ministero delle Attività produttive, proporrà indagini di settore, anche per valutarne le incidenze economiche, un questionario sulla contraffazione che coinvolgerà sia i commercianti che i consumatori, e materiale informativo, anche specifico sulle contraffazioni alimentari.
Il progetto è in pieno svolgimento. «Oltre alla produzione di materiale illustrativo e didattico stiamo tenendo seminari e incontri in tutta Italia - spiega Pietro Casarini, di Federconsumatori - In provincia di Pavia abbiamo già effettuato una serie di incontri nelle scuole medie e superiori per illustrare il fenomeno. Ad oggi ne abbiamo tenuti sette».
Pavia vive il problema delle merci 'taroccate" con l'angoscia di chi fa fatica ad arginare il fenomeno. Ci ha provato il nuovo prefetto Vincenzo Macri, poco più di un mese fa, a dare una spronata ai controlli convocando e invitando le forse dell'ordine ad incentivare la sorveglianza su questo settore. Ciò ancor prima che il governo varasse il Pacchetto sulla competitività, che prevede multe consistenti non solo per chi vende, ma anche per chi acquista merce contraffatta.
Qualche dato. Secondo le prime valutazioni fatte dagli stessi organizzatori, in provincia di Pavia la vendita di prodotti contraffatti riguarda per il 30% il settore dei Cd musicali, percentuale che scende al 10% per i Dvd; per il 7% i manufatti dell'elettronica; per il 15% i prodotti di abbigliamento, compreso il settore delle calzature, che per il 70% provengono dai mercati del Sud est asiatico; per l'8% il settore farmaci, che in questo caso sono quasi tutti acquistati via internet. Inoltre, prodotti contraffatti vengono venduti per il 10% nella cosmesi e nei profumi (l'80% proviene dai Paesi asiatici e il 20% da transiti illegali dentro il Mercato europeo); per il 5% nel campo degli occhiali da sole, tutti provevienti da produzione dei Paesi asiatici.
«Un capitolo a parte merita il settore alimentare, che rientra a pieno nel campo della contraffazione, pur con le varianti di adulterazione, alterazione, sofisticazione e falsificazione - sottolinea Casarini - In quest'ultimo campo è in gioco la salute dei consumatori, quindi è ovvio che ad esso vada prestata la massima attenzione». «Si tratta di combattere la falsificazione illegale delle etichette di indicazione geografica e i riferimenti ingannevoli nell'uso delle sigle, dei nomi e dei marchi italiani - conclude l'esponente di Federcomsumatori - Ma si tratta anche di evitare le frodi alimentari che hanno riflessi e possono produrre danni alla salute. Si tratta di riprendere la campagna per publicizzare l'obbligo delle etichette in lingua, mentre il 7% degli alimentari è venduto tutt'oggi con etichette in inglese. Inoltre occorre valorizzare, unitamente ai produttori agricoli, la tipicità dei prodotti orientando il comportamento dei consumatori verso il consumo consapevole e ragionato per aumentarne la consapevolezza e la cultura alimentare».
Anche Confesercenti sta investendo energie nell'iniziativa. «L'operazione deve puntare da un lato a sensibilizzare i consumatori, cosi da renderli partecipi di una battaglia legale in Italia, perchè smantellare il commercio illegale vuol dire dare battaglia alla criminalità organizzata - evidenzia Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti - Dall'altra vuole stimolare le forze dell'ordine perchè svolgano a pieno il loro compito. Il fatto che la lotta alla contraffazione sia stata inserita nel Pacchetto competetività è segno che il fenomeno sta dilagando. Anche il mercato di Pavia comincia ad accusare la concorrenza sleale».